2018: 80 giornalisti uccisi e 348 in carcere
Ottanta giornalisti sono stati uccisi nel 2018, attualmente sono incarcerati in 348, 168 solo in Turchia. Come lo scorso anno, oltre la metà si concentra in cinque Paesi: Iran, Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Cina. Quanto al numero di ostaggi al livello globale, è anch'esso in crescita, dell'11%, con 60 reporter finiti tra le mani dei rapitori, incluso l'Isis, contro 53 lo scorso anno. Sui 59 trattenuti in Medio Oriente (Siria, Iraq, Yemen), 6 sono stranieri. É il bilancio dell'ultimo bollettino dl Reporters sans Frontières (Rsf). Il segretario generale di Rsf Christophe Delpore ha sottolineato che «l'odio contro i giornalisti propagato, se non rivendicato, da leader politici, religiosi o businessmen senza scrupoli ha conseguenze drammatiche sul terreno e si traduce in un innalzamento inquietante degli abusi». Per tutelare i giornalisti il settimanale statunitense «Time» li ha eletti a «persone dell'anno 2018».
(Il Manifesto 19 dicembre)
Ottanta giornalisti sono stati uccisi nel 2018, attualmente sono incarcerati in 348, 168 solo in Turchia. Come lo scorso anno, oltre la metà si concentra in cinque Paesi: Iran, Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Cina. Quanto al numero di ostaggi al livello globale, è anch'esso in crescita, dell'11%, con 60 reporter finiti tra le mani dei rapitori, incluso l'Isis, contro 53 lo scorso anno. Sui 59 trattenuti in Medio Oriente (Siria, Iraq, Yemen), 6 sono stranieri. É il bilancio dell'ultimo bollettino dl Reporters sans Frontières (Rsf). Il segretario generale di Rsf Christophe Delpore ha sottolineato che «l'odio contro i giornalisti propagato, se non rivendicato, da leader politici, religiosi o businessmen senza scrupoli ha conseguenze drammatiche sul terreno e si traduce in un innalzamento inquietante degli abusi». Per tutelare i giornalisti il settimanale statunitense «Time» li ha eletti a «persone dell'anno 2018».
(Il Manifesto 19 dicembre)