“Il
nostro errore sta proprio in questa illusione di essere noi soli,
incapaci di riconoscere con gioia l’azione di Dio, i costruttori
della libertà e del futuro. Illusione dicevo, perché crediamo che
per affermare la grandezza umana sia necessario cancellare il nome di
Dio o togliergli spazio. Non abbiamo ancora capito che la grandezza
di Dio e la pienezza dell’uomo non sono affatto in
contrapposizione.
L’uomo che si riconosce creatura e sviluppa
pienamente se stesso non ruba nulla a Dio, ma ne celebra le lodi
proprio in questo suo realizzarsi e costruire. Come mai siamo tentati
di separare l’uomo da Dio proprio mentre la fede ci offre la gioia
di esperimentare la forza umanizzatrice della fede?
Non
la secolarizzazione è il male, ma un tale inaridirsi della vita
quotidiana che soffoca anche Dio, gli toglie spazio.
Nelle nostre
comunità noi leggiamo la Parola di Dio e facciamo memoria delle sue
azioni liberatrici per
far rinascere continuamente dentro di noi il suo nome e il suo volto
e perché
il vento gelido dell’aridità non ce lo porti via. Mi sembra che
oggi questo non
lasciarci strappare Dio dal
cuore e dalle labbra sia già un gesto di fede e un rifiuto
dell’allineamento”.
Franco
Barbero, in Preghiere
1988