Il
peccato è originale oppure è originale soltanto l'amore di Dio per
ogni essere umano?
L'espressione
peccato originale ha avuto nella storia del cristianesimo e della
cultura occidentale una grandissima importanza, in particolare
dall'opera di Agostino in poi. Fondandosi più o meno su passi
biblici, ma forse molto di più su un rapporto con il male e con la
sua presenza nella vita umana molto rimarcato, la riflessione
teologica, la catechesi, l'omiletica, insomma l'azione educativa-
formativa cristiana hanno dato spesso notevolissima importanza a
questo concetto e ad una serie di conseguenze etiche e religiose
concernenti la nozione di peccato.
In questo volumetto vorremmo, in modo sintetico ed interdisciplinare, aiutarci e aiutare a comprendere se davvero è cristianamente sostenibile affermare "l'originalità originaria" del "peccato". Infatti siamo sempre convinti che chiunque desideri anzitutto essere cristiano o avere nozione radicale e precisa di che cosa sia eticamente cristiano, debba sempre partire dall'idea guida che "Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non sia annientato, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato attraverso di Lui" (Gv. 3,16- 17).
Dalle radici bibliche, alla riflessione teologica sistematica e morale, sino ad una considerazione adulta di che cosa sia veramente male dalla e nella vita umana: a partire da questi quattro ambiti, le pagine che seguono vorrebbero contribuire a superare i connotati terroristici e negativi della nozione di peccato proprio di un tipo di "educazione" alla "fede cristiana" che l'esperienza biografica di non pochi ha vissuto e fatto vivere ad altri. Il male certamente esiste e ogni essere umano può fare del male a se stesso e o agli altri. Ciò nonostante il male è la normalità della vita umana? E lo sono anche i fallimenti esistenziali? Cercheremo di evidenziare quanto la prima e l'ultima parola della rivelazione cristiana non sia "peccato", ma di originale ci sia, anzitutto secondo la Bibbia, l'amore di Dio per chiunque e la libertà di ciascuno di rispondere positivamente o meno a questa offerta divina…".
In questo volumetto vorremmo, in modo sintetico ed interdisciplinare, aiutarci e aiutare a comprendere se davvero è cristianamente sostenibile affermare "l'originalità originaria" del "peccato". Infatti siamo sempre convinti che chiunque desideri anzitutto essere cristiano o avere nozione radicale e precisa di che cosa sia eticamente cristiano, debba sempre partire dall'idea guida che "Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non sia annientato, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato attraverso di Lui" (Gv. 3,16- 17).
Dalle radici bibliche, alla riflessione teologica sistematica e morale, sino ad una considerazione adulta di che cosa sia veramente male dalla e nella vita umana: a partire da questi quattro ambiti, le pagine che seguono vorrebbero contribuire a superare i connotati terroristici e negativi della nozione di peccato proprio di un tipo di "educazione" alla "fede cristiana" che l'esperienza biografica di non pochi ha vissuto e fatto vivere ad altri. Il male certamente esiste e ogni essere umano può fare del male a se stesso e o agli altri. Ciò nonostante il male è la normalità della vita umana? E lo sono anche i fallimenti esistenziali? Cercheremo di evidenziare quanto la prima e l'ultima parola della rivelazione cristiana non sia "peccato", ma di originale ci sia, anzitutto secondo la Bibbia, l'amore di Dio per chiunque e la libertà di ciascuno di rispondere positivamente o meno a questa offerta divina…".
Un
libro per deporre un altro "sasso dogmatico" dell'inutile fardello di
tanta parte della dottrina cristiana. Sono molto liberanti le pagine in
cui il Dio padre dell'amore allontana dal cristianesimo quell'aria
funebre che emerge fin dal catechismo in cui il fetore del peccato
devasta il messaggio dell'amore. A dirla tutta certe righe sulla
cristologia e sulla comunione trinitaria mi hanno fatto rizzare quei
pochi capelli che mi rimangono, ma il libro risulterà utilissimo per
quei preti e catechisti che partono sempre dal peccato anziché
dall'annuncio dell'amore di Dio.
Ernesto
Borghi e Altri, Il peccato è originale? Cittadella
editrice, pagina 96
Franco Barbero