Il filosofo e psicanalista , autore di queste pagine, parte da una analisi lucida e spietata della realtà presente, ma propone al lettore un'impresa difficile , imprescindibile, se vogliamo restare umani.
"La nostra è l'epoca dei proclami, delle notizie terrificanti e degli atti d'accusa. Eppure, tutti questi discorsi non ci toccano più, tanto sono lontani dalla realtà. Restiamo insensibili , intrappolati tra due sensazioni di impotenza.
Da una parte, la quotidianità prosegue in un movimento di feedback del tutto nichilista. Tutti noi sappiamo bene che bisogna aiutare i senza fissa dimora, non inquinare, lottare contro il predominio dell'economia... Ma questa consapevolezza non influenza la realtà immediata. L'individuo va avanti in una sorta di nulla che non si identifica né con l'edonismo né con l'utilitarismo. Al di là della ricerca del piacere o di qualsiasi interesse, il motore dell'individuo è nichilista: non crede in nulla, non constata nulla. Accetta questo niente come base della sua vita. Non ha sogni, non ha un'ideologia, parla soltanto di cose molto concrete, che si trovano al massimo a tre centimetri dal suo naso. Le parole per lui sono solo piccoli strumenti, la lingua, un mezzo di comunicazione".
Non basta più, secondo il nostro Autore, un generico buonismo: "Noi vogliamo porre un altro tipo di interroigativo: come può la nostra vita quotidiana diventare moralmente più matura, più profonda, più solidale, la di là del nichilismo e della morale astratta? Come trovare la base comune e le potenzialità?".
Il nostro Autore in sostanza si domanda se, sulle ceneri dell'attuale umanesimo, si possano costruire persone umane sottratte alla seduzione del nichilismo e all'invasione dei piaceri immediati. Personalmente come cristiano, ritengo che la testimonianza di Gesù contenga le potenzialità per mettere in atto una simile esistenza liberata.
Franco Barbero