lunedì 24 dicembre 2018

QUESTA SERA ALLE ORE 21 IN VIA CITTA' DI GAP,13

NATALE: SCOPRIRE IL POZZO E IL TESORO

P. Saluto all’assemblea

T. Grazie, o Dio, di questi momenti in cui ci offri l’opportunità di esserci vicini, di guardarci negli occhi, di pregare insieme, consapevoli che Tu sei all’origine e alla fine dei nostri giorni, partecipi alle nostre gioie e ci sei accanto nelle ore più buie.
P. Ritengo che la conoscenza della storia sia amica della vita e della fede.

Prima questione: quando nacque la festa di Natale?
Molti, cristiani e non, non si pongono nemmeno la domanda come se fosse stata celebrata dagli inizi.
Le cose stanno diversamente.
La festa di Natale compare solo nel IV secolo nel Calendario dl Cronografo Romano di Dionisio Filocalo dell’anno 354, ma è probabile che qualche anno prima fosse celebrata a Roma e Milano nel 337. In ogni caso dopo il Concilio di Nicea del 325 che divinizzò Gesù.
Ma la festa non trovò facile accoglienza e diffusione se l’imperatore Giustino II (565-578) si vide costretto ad importa con decreto a tutto l’impero.
Qual è la ragione di questo scarso interesse per la ricorrenza della nascita di Gesù di Nazareth? Se per l’impero e per molti vescovi unificare le feste e sostituirle a quelle pagane (Gesù sostituiva la fede del Dio sole invitto) serviva a creare forza e coesione oltreché obbedienza, per molti cristiani non interessava affatto investigare e celebrare la data della nascita di Gesù: per loro era importante conoscere e praticare la sua testimonianza di vita di Gesù e il suo messaggio.
Come dare loro torto, specialmente davanti alle “derive natalizie” odierne?

Seconda questione.
Oggi gli studi storici e biblici sono in grado di dirci alcune verità che vengono accuratamente trascurate (o oscurate) dall’ufficialità delle chiese.
Gesù nacque a Nazareth, in un piccolo “centro” della Galilea. Nacque almeno 6 anni prima della data oggi ufficializzata.
Cito dal libro di Barbaglio (Gesù ebreo di Galilea), Edizioni Dehoniane, pag. 115:
Resta confermato che Gesù nacque durante il regno di Erode, ma vide la luce qualche anno prima – non sappiamo quanti, almeno sei – della sua nascita secondo il calendario cristiano, entrato in vigore nel VI secolo, dopo che il monaco Dionigi il Piccolo calcolò, in modo errato, il passaggio dal calendario romano a quello cristiano computando il 754 come il primo anno dell’era cristiana”.

Non ci sono dubbi in proposito: la madre è Maria mentre il padre è Giuseppe” (Barbaglio) “in una famiglia numerosa con fratelli e sorelle” (ivi). Non è possibile che si tratti di “cugini” perché il greco biblico distingue accuratamente i vocaboli.

Per la storia non esiste affatto il problema dei fratelli e delle sorelle di Gesù: esiste solo per la dogmatica cattolica” (M. Goquel).

Fu Dionigi il Piccolo che assegnò il Natale di Cristo al 25 dicembre del 754 di Roma”.

Terza questione
Specialmente nel quarto e quinto secolo ebbero grande diffusione gli antichi racconti mitologici, leggendari, simbolici ed edificanti di Luca 1-2 e Matteo 1-2. Si tratta di un linguaggio mitico che ha lo scopo di concentrare l’attenzione sulla persona che Dio ha rivestito di doni particolari e incaricato di una singolare missione.
Tutte le tradizioni religiose conoscono i “miti della nascita” e altri. I miti sono affascinanti e veicolano dei profondi significati. Essi non sono contrari alla verità storica, ma costituiscono un particolare genere di linguaggio. Non si tratta di togliere i linguaggi mitologici e di spegnere la loro poesia, ma di non spiegare o leggere i miti come storia. E’ proprio questo l’errore che le liturgie cattoliche (e non solo) continuano a fare, ignorando secoli di ricerche bibliche. E così il popolo di Dio deve vivere il Natale in una totale mancanza della verità storica.

G. Momento di silenzio

T. O Dio, aiutaci ad ascoltare la testimonianza delle Scritture per cercare in esse i segni della Tua presenza nelle Tue creature e in ciascuno/a di noi.

L. Prima lettura: Isaia 1,10-17
10 Udite la parola del Signore,
voi capi di Sòdoma;
ascoltate la dottrina del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
11 «Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?»
dice il Signore.
«Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di giovenchi;
il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
12 Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede da voi
che veniate a calpestare i miei atri?
13 Smettete di presentare offerte inutili,
l'incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee sacre,
non posso sopportare delitto e solennità.
14 I vostri noviluni e le vostre feste
io detesto,
sono per me un peso;
sono stanco di sopportarli.
15 Quando stendete le mani,
io allontano gli occhi da voi.
Anche se moltiplicate le preghiere,
io non ascolto.
Le vostre mani grondano sangue.
16 Lavatevi, purificatevi,
togliete il male delle vostre azioni
dalla mia vista.
Cessate di fare il male,
17 imparate a fare il bene,
ricercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso,
rendete giustizia all'orfano,
difendete la causa della vedova”

G. Pausa di silenzio

L. Seconda lettura: Luca 15,8-10
La dramma perduta
8 «Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova? 9 Quando l'ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". 10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».

Franco: Predicazione

Liberi interventi

L. Preghiera a voci alterne

  1. O Dio, origine e radice vitale
di tutto ciò che esiste, aiutaci
a rinnovare in questi giorni di festa
la gioia di poter confidare in Te,
compagno tanto nascosto quanto fedele
di tutte le ore della nostra esistenza.
  1. O Dio, grazie perché hai donato all’umanità
Gesù di Nazareth, vero profeta di giustizia
che ci indica la strada da prendere
e ci precede con l’esempio della sua vita.
  1. Sostienici, o Dio, nel cammino di ogni giorno
per concretizzarlo in tante piccole scelte
di sobrietà, di semplicità e di responsabilità
verso chi è più solo, debole o abbandonato.
Allontana da noi il peccato dell’indifferenza.
  1. O Dio, fa che impariamo a dire Grazie
per le gioie che la vita ci permette di gustare,
a guardare al presente cercando ciò che fiorisce
per poter guardare al futuro con fiducia e
trovare le forze per affrontare le ore difficili.
  1. O Dio, in quest’ora così incerta e dominata
dalla paura e da tante forme di violenza e razzismo,
aiutaci a restare umani, a farci prossimi
di chi viene escluso e marginalizzato.
Memoria della cena di Gesù

T. Eccoci davanti a Te, Dio del mondo e di tutte le Tue creature.
Compiamo insieme quel gesto tanto semplice ed espressivo dello spezzare il pane che Gesù di Nazareth lasciò come testimonianza fondamentale e decisiva della sua vita.
Dacci la forza di coniugare nel quotidiano questo stile di vita in cui riconosciamo la strada, il sentiero stretto ma praticabile; dei piccoli passi verso un mondo “altro”.

P. Il pane della mensa è qui per noi.
Quando ce ne sarà per tutti gli uomini e le donne?

COMUNIONE

G. Restiamo alcuni momenti in silenzio.

G. Mettiamo ora insieme le nostre preghiere.

G. Vi invito alla preghiera ecumenica

T. Preghiera dei cristiani e dei Musulmani
Signore del creato, tu che ascolti l’invocazione,
noi abbiamo la certezza che tu non abbandoni l’umanità nei suoi errori e peccati,
ma, con misericordia e bontà, continuamente la chiami e la ispiri fare il bene.
Aiutaci, unico vero Dio, Creatore degli uomini e delle donne,
che ci vieni incontro per diverse vie
tutte convergenti a te,
aiutaci ad essere fedeli alla tua parola e al tuo insegnamento,
alla tua luce che illumina ogni uomo.
Ci riconosciamo tue creature, uguali nei diritti umani,
nella dignità che tu hai dato a tutti e tutte,
e vogliamo insieme lavorare, come fratelli e sorelle in umanità,
per la pace e la salvezza delle tue creature.
Tempi di Fraternità

Benedizione finale

L. Dice il Signore: “A colui che ha sete, io darò della fonte dell’acqua della vita gratuitamente” (Apocalisse 21,11)
“Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per sempre” (Giovanni 4,14)
Chi ha sete venga a me e beva. Se uno crede in me – dice la Scrittura – io farò sgorgare da lui fiumi di acqua viva” (Giovanni 7,38).
T. “Non avvenga, o Dio, che noi abbandoniamo Te, sorgente di acqua viva, per scavarci cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua” (Geremia 2,13)

Comunità cristiana di base
Pinerolo, Via Città di Gap, 13
24 dicembre 2018 – NATALE
a cura di Fiorentina Charrier, Franco Barbero, Franca Gonella