NATALE:
SCOPRIRE IL POZZO E IL TESORO
P.
Saluto all’assemblea
T. Grazie, o Dio, di questi
momenti in cui ci offri l’opportunità di esserci vicini, di
guardarci negli occhi, di pregare insieme, consapevoli che Tu sei
all’origine e alla fine dei nostri giorni, partecipi alle nostre
gioie e ci sei accanto nelle ore più buie.
P. Ritengo che la conoscenza
della storia sia amica della vita e della fede.
Prima
questione: quando nacque la festa di Natale?
Molti,
cristiani e non, non si pongono nemmeno la domanda come se fosse
stata celebrata dagli inizi.
Le
cose stanno diversamente.
La
festa di Natale compare solo nel IV secolo nel Calendario dl
Cronografo Romano di Dionisio Filocalo dell’anno 354, ma è
probabile che qualche anno prima fosse celebrata a Roma e Milano nel
337. In ogni caso dopo il Concilio di Nicea del 325 che divinizzò
Gesù.
Ma
la festa non trovò facile accoglienza e diffusione se l’imperatore
Giustino II (565-578) si vide costretto ad importa con decreto a
tutto l’impero.
Qual
è la ragione di questo scarso interesse per la ricorrenza della
nascita di Gesù di Nazareth? Se per l’impero e per molti vescovi
unificare le feste e sostituirle a quelle pagane (Gesù sostituiva la
fede del Dio sole invitto) serviva a creare forza e coesione oltreché
obbedienza, per molti cristiani non interessava affatto investigare e
celebrare la data della nascita di Gesù: per loro era importante
conoscere e praticare la sua testimonianza di vita di Gesù e il suo
messaggio.
Come
dare loro torto, specialmente davanti alle “derive natalizie”
odierne?
Seconda
questione.
Oggi
gli studi storici e biblici sono in grado di dirci alcune verità che
vengono accuratamente trascurate (o oscurate) dall’ufficialità
delle chiese.
Gesù
nacque a Nazareth, in un piccolo “centro” della Galilea. Nacque
almeno 6 anni prima della data oggi ufficializzata.
Cito
dal libro di Barbaglio (Gesù
ebreo di Galilea),
Edizioni Dehoniane, pag. 115:
“Resta
confermato che Gesù nacque durante il regno di Erode, ma vide la
luce qualche anno prima – non sappiamo quanti, almeno sei – della
sua nascita secondo il calendario cristiano, entrato in vigore nel VI
secolo, dopo che il monaco Dionigi il Piccolo calcolò, in modo
errato, il passaggio dal calendario romano a quello cristiano
computando il 754 come il primo anno dell’era cristiana”.
“Non
ci sono dubbi in proposito: la madre è Maria mentre il padre è
Giuseppe” (Barbaglio) “in una famiglia numerosa con fratelli e
sorelle” (ivi). Non è possibile che si tratti di “cugini”
perché il greco biblico distingue accuratamente i vocaboli.
“Per
la storia non esiste affatto il problema dei fratelli e delle sorelle
di Gesù: esiste solo per la dogmatica cattolica” (M. Goquel).
“Fu
Dionigi il Piccolo che assegnò il Natale di Cristo al 25 dicembre
del 754 di Roma”.
Terza
questione
Specialmente
nel quarto e quinto secolo ebbero grande diffusione gli antichi
racconti mitologici, leggendari, simbolici ed edificanti di Luca 1-2
e Matteo 1-2. Si tratta di un linguaggio mitico che ha lo scopo di
concentrare l’attenzione sulla persona che Dio ha rivestito di doni
particolari e incaricato di una singolare missione.
Tutte
le tradizioni religiose conoscono i “miti della nascita” e altri.
I miti sono affascinanti e veicolano dei profondi significati. Essi
non sono contrari alla verità storica, ma costituiscono un
particolare genere di linguaggio. Non si tratta di togliere i
linguaggi mitologici e di spegnere la loro poesia, ma di non spiegare
o leggere i miti come storia. E’ proprio questo l’errore che le
liturgie cattoliche (e non solo) continuano a fare, ignorando secoli
di ricerche bibliche. E così il popolo di Dio deve vivere il Natale
in una totale mancanza della verità storica.
G. Momento
di silenzio
T. O Dio, aiutaci ad
ascoltare la testimonianza delle Scritture per cercare in esse i
segni della Tua presenza nelle Tue creature e in ciascuno/a di noi.
L. Prima
lettura: Isaia 1,10-17
10 Udite
la parola del Signore,
voi capi di Sòdoma;
ascoltate la dottrina del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
11 «Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?»
dice il Signore.
«Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di giovenchi;
il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
12 Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede da voi
che veniate a calpestare i miei atri?
13 Smettete di presentare offerte inutili,
l'incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee sacre,
non posso sopportare delitto e solennità.
14 I vostri noviluni e le vostre feste
io detesto,
sono per me un peso;
sono stanco di sopportarli.
15 Quando stendete le mani,
io allontano gli occhi da voi.
Anche se moltiplicate le preghiere,
io non ascolto.
Le vostre mani grondano sangue.
16 Lavatevi, purificatevi,
togliete il male delle vostre azioni
dalla mia vista.
Cessate di fare il male,
17 imparate a fare il bene,
ricercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso,
rendete giustizia all'orfano,
voi capi di Sòdoma;
ascoltate la dottrina del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
11 «Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?»
dice il Signore.
«Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di giovenchi;
il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
12 Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede da voi
che veniate a calpestare i miei atri?
13 Smettete di presentare offerte inutili,
l'incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee sacre,
non posso sopportare delitto e solennità.
14 I vostri noviluni e le vostre feste
io detesto,
sono per me un peso;
sono stanco di sopportarli.
15 Quando stendete le mani,
io allontano gli occhi da voi.
Anche se moltiplicate le preghiere,
io non ascolto.
Le vostre mani grondano sangue.
16 Lavatevi, purificatevi,
togliete il male delle vostre azioni
dalla mia vista.
Cessate di fare il male,
17 imparate a fare il bene,
ricercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso,
rendete giustizia all'orfano,
difendete
la causa della vedova”
G. Pausa
di silenzio
L.
Seconda
lettura: Luca 15,8-10
La
dramma perduta
8 «Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova? 9 Quando l'ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". 10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».
8 «Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova? 9 Quando l'ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". 10 Così, vi dico, v'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede».
Franco:
Predicazione
Liberi
interventi
L. Preghiera
a voci alterne
- O Dio, origine e radice vitale
di
tutto ciò che esiste, aiutaci
a
rinnovare in questi giorni di festa
la
gioia di poter confidare in Te,
compagno
tanto nascosto quanto fedele
di
tutte le ore della nostra esistenza.
- O Dio, grazie perché hai donato all’umanità
Gesù di Nazareth, vero
profeta di giustizia
che ci indica la strada da
prendere
e ci precede con l’esempio
della sua vita.
- Sostienici, o Dio, nel cammino di ogni giorno
per concretizzarlo in tante
piccole scelte
di
sobrietà, di semplicità e di responsabilità
verso
chi è più solo, debole o abbandonato.
Allontana
da noi il peccato dell’indifferenza.
- O Dio, fa che impariamo a dire Grazie
per
le gioie che la vita ci permette di gustare,
a
guardare al presente cercando ciò che fiorisce
per
poter guardare al futuro con fiducia e
trovare
le forze per affrontare le ore difficili.
- O Dio, in quest’ora così incerta e dominata
dalla
paura e da tante forme di violenza e razzismo,
aiutaci
a restare umani, a farci prossimi
di
chi viene escluso e marginalizzato.
Memoria
della cena di Gesù
T. Eccoci
davanti a Te, Dio del mondo e di tutte le Tue creature.
Compiamo
insieme quel gesto tanto semplice ed espressivo dello spezzare il
pane che Gesù di Nazareth lasciò come testimonianza fondamentale e
decisiva della sua vita.
Dacci
la forza di coniugare nel quotidiano questo stile di vita in cui
riconosciamo la strada, il sentiero stretto ma praticabile; dei
piccoli passi verso un mondo “altro”.
P. Il
pane della mensa è qui per noi.
Quando
ce ne sarà per tutti gli uomini e le donne?
COMUNIONE
G. Restiamo
alcuni momenti in silenzio.
G. Mettiamo
ora insieme le nostre preghiere.
G.
Vi invito alla preghiera ecumenica
T. Preghiera
dei cristiani e dei Musulmani
Signore
del creato, tu che ascolti l’invocazione,
noi
abbiamo la certezza che tu non abbandoni l’umanità nei suoi errori
e peccati,
ma,
con misericordia e bontà, continuamente la chiami e la ispiri fare
il bene.
Aiutaci,
unico vero Dio, Creatore degli uomini e delle donne,
che
ci vieni incontro per diverse vie
tutte
convergenti a te,
aiutaci
ad essere fedeli alla tua parola e al tuo insegnamento,
alla
tua luce che illumina ogni uomo.
Ci
riconosciamo tue creature, uguali nei diritti umani,
nella
dignità che tu hai dato a tutti e tutte,
e
vogliamo insieme lavorare, come fratelli e sorelle in umanità,
per
la pace e la salvezza delle tue creature.
Tempi
di Fraternità
Benedizione
finale
L. Dice il Signore: “A
colui che ha sete, io darò della fonte dell’acqua della vita
gratuitamente” (Apocalisse 21,11)
“Chi
beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi
l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che
zampilla per sempre” (Giovanni 4,14)
“Chi
ha sete venga a me e beva. Se uno crede in me – dice la Scrittura –
io farò sgorgare da lui fiumi di acqua viva” (Giovanni 7,38).
T. “Non
avvenga, o Dio, che noi abbandoniamo Te, sorgente di acqua viva, per
scavarci cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua”
(Geremia 2,13)
Comunità cristiana di base
Pinerolo, Via Città di Gap,
13
24 dicembre 2018 – NATALE
a
cura di Fiorentina Charrier, Franco Barbero, Franca Gonella