Spese dei Ministeri, Di Maio in testa alla classifica
Non
solo non si sono dimezzati lo stipendio, come Luigi Di Maio aveva
solennemente promesso alla vigilia delle politiche "primo punto del
primo decreto" che l'eventuale governo 5Stelle avrebbe approvato una
volta insediato. Dacchè hanno da varcato la soglia di palazzo Chigi
(seppure in condominio con la Lega) i parlamentari del Movimento
promossi nell'esecutivo hanno dimenticato il giuramento. Attenzione non
quelle personali, con le quali ciascuno e libero di fare ciò che meglio
crede. Bensì relative alla cospicua dotazione di denaro pubblico a
disposizione di ogni singolo dicastero, rintracciabile nella legge di
bilancio alla voce "indirizzo politico" per coprirne i costi di
funzionamento.“Un fiume di milioni necessario a pagare le retribuzioni
di ministri e sottosegretari, Gabinetti e uffici di diretta
collaborazione (staff), previdenza, viaggi in Italia e missioni
all’estero, noleggio di mezzi di trasporto, eventi di rappresentanza
tipo convegni, seminari e ogni altra attività connessa all’incarico.
Come da tabelle allegate alla Finanziaria, capitolo 32.2, il podio dei
ministri più spendaccioni è un monocolore grillino: piazzandosi, il
primo leghista in classifica, soltanto al quarto posto.La medaglia d’oro
va di diritto al vicepremier Luigi Di Maio: con i suoi 76,5 milioni
messi a budget nel 2019 per “l’indirizzo politico” dello Sviluppo
Economico, nel governo il capo dei Cinquestelle non conosce rivali.
Cifra che schizza a 86,5 milioni se si sommano anche i costi di
funzionamento amministrativo del secondo ministero ricevuto in sorte:
Lavoro e Politiche sociali. A conquistare l’argento è invece la tecnica
di area Elisabetta Trenta: la titolare della Difesa ha chiesto per
l’anno prossimo 62,2 milioni. Circa 10 in più del Guardasigilli Alfonso
Bonafede, che con i 52 milioni della Giustizia guadagna in surplace il
bronzo.Medaglia di cartone nell’esecutivo gialloverde, ma primo fra i
leghisti a vincere la palma delle mani bucate, è a sorpresa il ministro
delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio: con i suoi 47 milioni
distanzia nettamente il leader Matteo Salvini. Il quale, da responsabile
dell’Interno, sta quasi 20 punti sotto: 27 milioni la sua previsione di
spesa per staff, collaboratori e missioni al Viminale, che lo fanno
viaggiare più o meno a metà classifica.Sesta arriva invece la grillina
Giulia Grillo: 25,5 i milioni postati a budget per la Salute. E se al
Tesoro l’occhiuto Giovanni Tria immagina di sborsare poco più di 22
milioni, all’ottavo posto fa capolino il grillino Danilo Toninelli, che
per Infrastrutture e Trasporti di milioni l’anno prossimo immagina di
spenderne solo 20. In fondo alla classifica si piazzano infine quattro
tecnici: a riprova che la politica sconta costi (quelli del consenso)
che la società civile non si pone. Alla Cultura Alberto Bonisoli ha
messo a budget 16 milioni; poco meno di Enzo Moavero Milanesi agli
Esteri (15,6), quasi a pari merito di Sergio Costa all’Ambiente
(15).Fanalino di coda, Marco Bussetti all'istruzione: 12 milioni,
decisamente il più parsimonioso.
Giovanna Vitale
La Repubblica 18/12