giovedì 27 dicembre 2018

SPESE DEI MINISTERI

Spese dei Ministeri, Di Maio in testa alla classifica
Non solo non si sono dimezzati lo stipendio, come Luigi Di Maio aveva solennemente promesso alla vigilia delle politiche "primo punto del primo decreto" che l'eventuale governo 5Stelle avrebbe approvato una volta insediato. Dacchè hanno da varcato la soglia di palazzo Chigi (seppure in condominio con la Lega) i parlamentari del Movimento promossi nell'esecutivo hanno dimenticato il giuramento. Attenzione non quelle personali, con le quali ciascuno e libero di fare ciò che meglio crede. Bensì relative alla cospicua dotazione di denaro pubblico a disposizione di ogni singolo dicastero, rintracciabile nella legge di bilancio alla voce "indirizzo politico" per coprirne i costi di funzionamento.“Un fiume di milioni necessario a pagare le retribuzioni di ministri e sottosegretari, Gabinetti e uffici di diretta collaborazione (staff), previdenza, viaggi in Italia e missioni all’estero, noleggio di mezzi di trasporto, eventi di rappresentanza tipo convegni, seminari e ogni altra attività connessa all’incarico. Come da tabelle allegate alla Finanziaria, capitolo 32.2, il podio dei ministri più spendaccioni è un monocolore grillino: piazzandosi, il primo leghista in classifica, soltanto al quarto posto.La medaglia d’oro va di diritto al vicepremier Luigi Di Maio: con i suoi 76,5 milioni messi a budget nel 2019 per “l’indirizzo politico” dello Sviluppo Economico, nel governo il capo dei Cinquestelle non conosce rivali. Cifra che schizza a 86,5 milioni se si sommano anche i costi di funzionamento amministrativo del secondo ministero ricevuto in sorte: Lavoro e Politiche sociali. A conquistare l’argento è invece la tecnica di area Elisabetta Trenta: la titolare della Difesa ha chiesto per l’anno prossimo 62,2 milioni. Circa 10 in più del Guardasigilli Alfonso Bonafede, che con i 52 milioni della Giustizia guadagna in surplace il bronzo.Medaglia di cartone nell’esecutivo gialloverde, ma primo fra i leghisti a vincere la palma delle mani bucate, è a sorpresa il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio: con i suoi 47 milioni distanzia nettamente il leader Matteo Salvini. Il quale, da responsabile dell’Interno, sta quasi 20 punti sotto: 27 milioni la sua previsione di spesa per staff, collaboratori e missioni al Viminale, che lo fanno viaggiare più o meno a metà classifica.Sesta arriva invece la grillina Giulia Grillo: 25,5 i milioni postati a budget per la Salute. E se al Tesoro l’occhiuto Giovanni Tria immagina di sborsare poco più di 22 milioni, all’ottavo posto fa capolino il grillino Danilo Toninelli, che per Infrastrutture e Trasporti di milioni l’anno prossimo immagina di spenderne solo 20. In fondo alla classifica si piazzano infine quattro tecnici: a riprova che la politica sconta costi (quelli del consenso) che la società civile non si pone. Alla Cultura Alberto Bonisoli ha messo a budget 16 milioni; poco meno di Enzo Moavero Milanesi agli Esteri (15,6), quasi a pari merito di Sergio Costa all’Ambiente (15).Fanalino di coda, Marco Bussetti all'istruzione: 12 milioni, decisamente il più parsimonioso.
Giovanna Vitale
La Repubblica 18/12