In
Siria la minoranza cristiana prima della guerra civile del 2011 era
ancora forte, da Damasco a Homs a Aleppo. Adesso anche molti
cristiani siriani se ne sono andati e non hanno ancora fatto ritorno
alle loro case. Anche qui l’Isis e i gruppi jihadisti hanno
massacrato e distrutto le chiese insieme al patrimonio archeologico e
culturale del Paese.
E
anche qui la responsabilità occidentale e degli Stati Uniti è
pesantissima perché gli Usa, pur di far fuori il regime di Assad,
hanno sostenuto la Turchia e le monarchie del Golfo come Arabia
Saudita e Qatar che appoggiavano i ribelli facendoli passare davanti
all’opinione pubblica internazionale per “moderati”. Un’altra
eclatante bugia. Se nel 2015 non fosse intervenuta la Russia di Putin
per tenere in piedi Bashar Assad probabilmente oggi in Siria non ci
sarebbe più un cristiano.
A
Maloula adesso stanno ricostruendo il monastero di San Sergio e Bacco
e anche il santuario di Santa Tecla: secondo la tradizione cristiana
un giorno Dio aprì una fessura nella montagna facendo fuggire la
santa inseguita dai miscredenti che la volevano uccidere. Ora che si
avvicina Natale c’è da augurarsi che si apra una minuscola
feritoia anche nella coscienza dei cristiani d’Occidente per
chiedersi cosa hanno fatto di buono in quei decenni per i loro
fratelli d’Oriente. Auguri.
Alberto
Negro – Il
Manifesto 28/12