giovedì 10 gennaio 2019

CRISTIANI IN ORIENTE

In Siria la minoranza cristiana prima della guerra civile del 2011 era ancora forte, da Damasco a Homs a Aleppo. Adesso anche molti cristiani siriani se ne sono andati e non hanno ancora fatto ritorno alle loro case. Anche qui l’Isis e i gruppi jihadisti hanno massacrato e distrutto le chiese insieme al patrimonio archeologico e culturale del Paese.
E anche qui la responsabilità occidentale e degli Stati Uniti è pesantissima perché gli Usa, pur di far fuori il regime di Assad, hanno sostenuto la Turchia e le monarchie del Golfo come Arabia Saudita e Qatar che appoggiavano i ribelli facendoli passare davanti all’opinione pubblica internazionale per “moderati”. Un’altra eclatante bugia. Se nel 2015 non fosse intervenuta la Russia di Putin per tenere in piedi Bashar Assad probabilmente oggi in Siria non ci sarebbe più un cristiano.
A Maloula adesso stanno ricostruendo il monastero di San Sergio e Bacco e anche il santuario di Santa Tecla: secondo la tradizione cristiana un giorno Dio aprì una fessura nella montagna facendo fuggire la santa inseguita dai miscredenti che la volevano uccidere. Ora che si avvicina Natale c’è da augurarsi che si apra una minuscola feritoia anche nella coscienza dei cristiani d’Occidente per chiedersi cosa hanno fatto di buono in quei decenni per i loro fratelli d’Oriente. Auguri.
Alberto Negro – Il Manifesto 28/12