giovedì 10 gennaio 2019

LO STADIO DELL'ODIO

Credo che gli episodi di violenza negli stadi siano completamente sottovalutati. Essi costituiscono la liquidazione del calcio, come sport, per creare la versione, la perversione in “guerra armata”.
Le tifoserie, i dirigenti calcistici e le stesse forze dell’ordine – e soprattutto gli aspetti legislativi – sottovalutano la gravità dei singoli episodi e soprattutto il clima generale in cui si disputano le partite. La dimensione ludica ha lasciato il posto alla dimensione della prevalenza.
La violenza, che si respira a livello sociale, trova nelle tifoserie uno dei luoghi in cui esprimersi. Gli “avversari di squadra” diventano nemici da contrastare.
Ma il calcio è diventato uno dei luoghi in cui è diventato normale l’uso della violenza. Non si sospende nemmeno il campionato perché queste violenze stanno diventando “normalità”.
F.B.