La rabbia e il rancore
Beato chi, grazie anche alla propria debolezza e lentezza, si fa più mite, più tollerante, più benevolo persino verso quei giovani e forti, illusi che forza e giovinezza siano una superiorità) e che durino. Poche cose sono più ignoranti e più vili che il disprezzare la vecchiaia.
Però, il peccato più facile nel vecchio è la rabbia e il rancore. La rabbia la male alla salute, la propria e l'altrui. Procura isolamento e nuova rabbia. Rodersi il legato da soli, senza l'aquila di Prometeo. Il rancore nasce dall'istinto di disprezzo (fratello dell'orgoglio e dell'invidia), che si rafforza nel declino. Decliniamo noi, e ci sentiamo defraudati, ci pare che tutto il mondo vada in peggio, che perda pregio, così disprezziamo ciò che perdiamo, e gli altri che vivono e anno. Magari sbagliano davvero. E noi, forse non abbiamo sbagliato? Magari il mondo va davvero peggio, e la kakistocrazia segue all'aristocrazia e democrazia. Ma non siamo anche noi autori del mondo di oggi?
La vita è questo viaggio, coi suoi rischi, le sue spese, i suoi guada ni. Acquisti cose o acquisti vita? Resti nell'illusione cronica del ricco e gel conquistatore, o procedi nella vita? Sprofondi nella delusione, o vai avanti? Per il bambino tutto è meraviglia. Ogni giorno è uno novità, se gli adulti, imponendogli un sistema tutto definito, non gli ammazzano l'intelligenza dell'immaginare e scoprire. Poi, ogni novità è meno novità, naturalmente, perché il mondo è limitato. Allora, in mano all'industria del turismo (che ha pure il suo valore), come dell'informazione sensazionale, rischi di inseguire novità sempre meno nuove. Deve salire la dose. Corri a cambiare cielo senza cambiare animo.
Le folle di turisti ammassate nei luoghi di richiamo sono lì intente Cl proclamare questa verità che ignorano. Se la tua città divento turistica, puoi anche compiacertene, e averne utile, ma Cl volte provi la sensazione del trovarsi le formiche in casa.
Enrico Peyretti, Il foglio 384 settembre 2011
Beato chi, grazie anche alla propria debolezza e lentezza, si fa più mite, più tollerante, più benevolo persino verso quei giovani e forti, illusi che forza e giovinezza siano una superiorità) e che durino. Poche cose sono più ignoranti e più vili che il disprezzare la vecchiaia.
Però, il peccato più facile nel vecchio è la rabbia e il rancore. La rabbia la male alla salute, la propria e l'altrui. Procura isolamento e nuova rabbia. Rodersi il legato da soli, senza l'aquila di Prometeo. Il rancore nasce dall'istinto di disprezzo (fratello dell'orgoglio e dell'invidia), che si rafforza nel declino. Decliniamo noi, e ci sentiamo defraudati, ci pare che tutto il mondo vada in peggio, che perda pregio, così disprezziamo ciò che perdiamo, e gli altri che vivono e anno. Magari sbagliano davvero. E noi, forse non abbiamo sbagliato? Magari il mondo va davvero peggio, e la kakistocrazia segue all'aristocrazia e democrazia. Ma non siamo anche noi autori del mondo di oggi?
La vita è questo viaggio, coi suoi rischi, le sue spese, i suoi guada ni. Acquisti cose o acquisti vita? Resti nell'illusione cronica del ricco e gel conquistatore, o procedi nella vita? Sprofondi nella delusione, o vai avanti? Per il bambino tutto è meraviglia. Ogni giorno è uno novità, se gli adulti, imponendogli un sistema tutto definito, non gli ammazzano l'intelligenza dell'immaginare e scoprire. Poi, ogni novità è meno novità, naturalmente, perché il mondo è limitato. Allora, in mano all'industria del turismo (che ha pure il suo valore), come dell'informazione sensazionale, rischi di inseguire novità sempre meno nuove. Deve salire la dose. Corri a cambiare cielo senza cambiare animo.
Le folle di turisti ammassate nei luoghi di richiamo sono lì intente Cl proclamare questa verità che ignorano. Se la tua città divento turistica, puoi anche compiacertene, e averne utile, ma Cl volte provi la sensazione del trovarsi le formiche in casa.
Enrico Peyretti, Il foglio 384 settembre 2011