NON ABBIATE PAURA
Saluto alla Comunità
Eccoci ancora qui. Venuti da strade diverse, ma animati dallo stesso desiderio:
avvicinare i nostri cuori, ricaricarci guardando al Cielo, lodare la Sorgente delle
nostre vite e riprendere il cammino rinvigoriti nella fiducia. E siamo qui davanti a Te,
Dio, anche per deporre qualche pena per sapendo che Tu lo porterai con noi, nel
dolore e nella gioia.
Guida: Qualche attimo di silenzio per accogliere le letture
LETTURE BIBLICHE
Deuteronomio 30,11-14
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da
te. Non è nel cielo, perché tu dica: "Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e
farcelo udire sì che lo possiamo eseguire?". Non è di là dal mare, perché tu dica:
"Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire sì che lo possiamo
eseguire?". Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo
cuore, perché tu la metta in pratica.
Vangelo di Marco capitolo 6,45-52
[E dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi
discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non
avesse congedato la folla.
Quando si fu separato da loro, se ne andò sul monte a pregare.
E venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra.
E vedendoli affaticati nel remare, perché il vento era loro contrario, verso la quarta
vigilia della notte viene verso di loro camminando sul mare e voleva oltrepassarli.
Ma essi, vedendolo camminare sul mare, credettero che fosse un fantasma e si
misero a gridare. Tutti infatti lo videro e rimasero sconvolti. Ma egli subito parlò con
loro e dice loro: «Coraggio, sono io: non abbiate paura!». E salì con loro sulla barca
e cessò il vento.
Ed erano in se stessi oltremodo esterrefatti, perché non avevano capito il fatto dei
pani, ma il loro cuore era indurito.
Commento
Un cuore indurito non funziona. Un cuore, un corpo, un cervello con questa
difficoltà chissà a cosa crede e di cose si nutre.
Un cuore di pietra non riesce a mettere insieme i diversi aspetti della realtà.
L’esperienza è frammentata, senza priorità, indifferente e probabilmente l’amore di
Dio scivola via e le esperienze neanche si vedono.
Appena compiuto il segno dei pani, i discepoli sono spinti a salire sulla barca e a
precederlo all’altra riva. Questi uomini sono spinti, sono costretti a entrare nella
notte su di una strada di acqua.
Seguire Gesù non è un cammino garantito sulla terra ferma, ma se ci si fida di un
maestro, nessuna navigazione è impossibile. Ogni vita è una navigazione, e una
sponda da raggiungere.
Qui è indicato con un’immagine potente: un salto nel buio.
Prendere o lasciare.
Ma chi sale su questa barca passa, vede, l’altra parte, perché un’altra parte c’è.
Ho pensato alla fatica del popolo nel e del deserto, alla ricerca del paese fertile,
dove non mancherà mai nulla, ma intanto nel qui e ora, non si può vivere la fede al
riparo dal vento della storia, chiusi nelle proprie certezze, dentro confini mentali
soliti. Occorre rinnovare la curiosità e l’entusiasmo. Forse anche l’incoscienza.
In questi versetti è alzata la cordicella delle richieste, e se fino a quel momento
Gesù è sempre stato con i discepoli, non se ne è mai separato, ora li fa
attraversare soli, da una sponda all’altra e quando sopraggiungono i guai, Gesù
oltrepassa per l’ostacolo. Un po’ come in montagna, in certi punti difficili, dove chi
guida, passa per primo. Poi però bisogna passare tutti.
Nel capitolo precedente, farsi pane per la moltitudine, ha reso l’idea della fatica, ha
probabilmente innervosito alcuni dei seguaci. Che cosa indica Gesù? In questo
momento i discepoli gli sono ostili. È sempre così quando qualcuno ci chiede una
fatica nuova. Fa parte della fatica del crescere, perché di crescere, camminare
verso un’altra sponda non si finisce mai.
Dall’insegnamento dei profeti Gesù cerca di percorrere nel suo presente nuove
strade, forzando i limiti posti dai benpensanti: le carezze della peccatrice, curare lo
straniero, toccare i lebbrosi; riposizionare il riposo del sabato sulla persona in
difficoltà, nonostante il precetto. Non era per lui, uomo di fede osservante,
contrastare la legge, ma tradurne la sua ispirazione più profonda in contesti nuovi e
in modalità nuove.
Tuffarsi per andare dall’altra parte o stare sulla riva?
Per amore di chi soffre ci è indicato e chiesto di fare la cosa nuova. (Isaia)
Dio accompagna le sue creature a costruire progetti di umanità.
Percorre con noi la strada, luogo perfetto, dove consumare le nostre forze e
motivazioni.
Silenzio
INTERVENTI LIBERI
1 Non è forse la Tua Parola, o Dio, come fuoco che fa ardere e riscalda?
Forse la Tua Parola non è anche
come un martello che frantuma la roccia?
2 Quando tu dici una sola parola
noi ne udiamo due, tre, mille…
perché, se percuotiamo la pietra dei testi antichi, Tu ci regali infinite scintille di luce.
1 Tu ci conduci verso la sapienza più profonda:
non è importante aver chiarito ogni cosa.
La Tua Parola non è il faro che elimina ogni dubbio, che dissipa ogni tenebra e
dilegua ogni incertezza.
2 Ma con essa Tu porti nei nostri cuori una fiamma e ci inviti a tenerla accesa.
Tu sei il Dio che ci avvolge nel Suo amore;
ci coinvolgi nel sogno di un mondo di giustizia.
G. Ma il sogno, ci insegni, ha bisogno di piccoli passi. Come fare perché lo zoppo
salti come un cervo?
Come fare perché il muto gridi di gioia?
Come fare perché il deserto diventi terra feconda?
Condivisione del pane
G: Eccoci ora davanti a Te per spezzare il pane, come fece Gesù prima di essere
condannato e crocifisso.
Ti sei avvicinato a noi nella persona di Gesù. Noi, fissiamo il nostro sguardo su di
lui, perché nella sua esistenza quotidiana egli fece posto al Tuo sogno e volle
realizzarlo con tutte le sue forze. E quando, come oggi, compiamo insieme,
davanti a Te, Dio della vita, la memoria dell’ultimo pasto che Gesù mangiò con i
suoi amici e le sue amiche, diventiamo più consapevoli del significato di quel pane
di quel vino condivisi. "Prendete e mangiate: fate questo per non dimenticarvi di
me, della mia vita, del sogno di Dio che ho voluto vivere”.
Preghiera di condivisione
Preghiere spontanee
Avvisi
Conclusione:
Amica, amico,
non piangere sui tuoi errori,
non rattristarti per i giorni bui,
non leccarti le ferite,
non ricordare solo le tempeste,
non vergognarti dei tuoi limiti.
Sorella, fratello
sorridi alla vita, accogli le gioie,
accetta le tue lentezze,
rallegrati di ogni piccolo passo.
Getta la tua vita tra le braccia di Dio
e poni tutta la tua speranza
perché Lui solo è il tuo custode,
Lui solo il tuo rifugio,
Lui solo è l’aurora del mondo nuovo.
La Comunità di Pinerolo di Via Città di Gap
Gilda Pozzati 28 Febbraio 2021