FESTA E CELEBRAZIONE DEL PERDONO
P. Dio è l’abbraccio che fa vivere tutte le creature. Se potessimo descrivere il trittico del perdono forse parleremo di una sorgente d’amore che tutto e tutti/e include. Dal Suo amore accogliente noi siamo sollecitati/e a perdonare noi stessi e siamo spinti/e e resi capaci di perdonare le altre persone.
Perdono è quindi “il super dono”, il dono più bello.
SALMO 121
I miei occhi guardano le cime dei monti:
da dove mi verrà la forza?
Il mio aiuto viene solo dal Signore
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà che il tuo piede vacilli,
il tuo custode non si addormenterà.
Colui che custodisce Israele
non sonnecchia e non s’addormenta.
Il Signore è il tuo custode,
è come l’ombra che ti protegge:
egli si pone alla tua destra.
Non ti daranno fastidio
né il sole di giorno, né la luna di notte.
Il Signore ti farà scudo da ogni male,
egli difenderà la tua vita.
Il Signore veglia su ogni tuo passo,
quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.
G. SILENZIO
P. Qualcuno si domanderà: ma se parliamo di perdono dove abbiamo messo il cosiddetto sacramento della penitenza in cui, elencati i peccati, il sacerdote ci impartiva l’assoluzione?
Nella storia delle nostre comunità è avvenuta una lunga e profonda ricerca. La confessione auricolare non ci sembrò più accettabile e il primo cambiamento (1963-1968) fu nel trasformare la cosiddetta confessione in un dialogo… Negli anni 70-75 inventammo la confessione comunitaria come celebrazione dell’amore perdonante di Dio. Essa poteva quindi sostituire la confessione personale.
Ma, riprendendo un lungo studio pubblicato con Barbaglio e Corsani, io ribadivo che non bastava congedarsi dal vecchio, ma bisognava inventare il nuovo, cioè creare modalità anche comunitarie di celebrare il perdono perché esso non diventasse solo un “evento personale tra me e Dio”, ma conservasse la forza e la rilevanza del “rito comunitario” in cui i fratelli e le sorelle insieme stanno nell’abbraccio di Dio, nella gioia liberante del perdono.
Anche nelle nostre comunità c’è sempre stato il partito dei liquidatori, il cartello dei no.
Amilcare Giudici e il sottoscritto decidemmo di iniziare una serie di studi sui vari temi: nacquero alcuni testi: “I Salmi”, “Peccato e riconciliazione”, Oltre la confessione” in cui diventò ben documentato come nel VI secolo cominciò a presentarsi qualche forma di confessione auricolare che diventò uno dei sette sacramenti nel 1215. Così il potere sacerdotale prendeva il posto di Dio. Molti studi rigorosi erano già in atto in questa direzione. Così nacquero le celebrazioni comunitarie in cui nessuno dà l’assoluzione. Semmai qualcuno annuncia con qualche parola biblica che Dio è la fonte del nostro perdono senza poteri sacri di mediazione.
Questi libri e questi percorsi sono documentati in scritti e quaderni ancora reperibili in comunità.
Questo percorso progressivamente ci fece scoprire il volto più affascinante di un Dio amore che sollecita ad amarci e perdonarci e perdonare altri/e.
SALMO 103
Tu, o mia vita, benedici il Signore;
o mio cuore, loda il suo nome di santità.
O forze della mia vita, benedite il Signore:
non dimenticate nessuno dei suoi doni.
E’ lui che perdona la tue colpe,
che guarisce le tue malattie,
che riscatta dalla tomba la tua vita,
che ti corona con amore e tenerezza,
che sazia la tua vita di beni,
che fa nuova la tua giovinezza.
Liberazione è il lavoro del Signore;
egli rende giustizia agli oppressi.
A Mosè ha rivelato le sue vie,
ai figli di Israele le sue azioni.
Il Signore è tenerezza e pietà,
lento all’ira e grande nell’amore;
la sua ira non è duratura,
il suo rancore passa presto.
Non ci tratta come noi ci meritiamo,
non ci ricambia secondo i nostri peccati.
Quanto il cielo supera la terra
altrettanto è esteso il suo amore su chi lo ama;
quanto l’oriente è lontano dall’occidente,
altrettanto allontana le nostre colpe da noi.
Come è tenero il padre con i figli,
il Signore ha pietà per hi lo adora.
Egli sa come siamo plasmati,
si ricorda che noi siamo polvere.
L’uomo dura come un filo d’erba,
la sua vita come quella di un fiore.
Il vento gli soffia sopra e si dilegua,
del suo posto non resta più traccia.
Ma l’amore del Signore è per sempre
è per sempre per quelli che lo cercano;
la sua giustizia di età in età
per quelli che custodiscono il suo patto,
che ricordano di compiere i suoi voleri.
Il Signore ha un trono nei cieli,
il suo regno è regno universale.
Benedite il Signore, sue creature,
voi tutti messaggeri della sua parola,
attenti alla voce della sua parola.
Benedite il Signore, suoi ministri,
che fate la sua volontà.
Benedite il Signore, sue opere,
in ogni luogo del suo dominio.
G. SILENZIO
RIFLESSIONE DI VALTER PRIMO
Come perdonarci per saper perdonare.
Render efficaci le celebrazioni del perdono.
Scoprire
che ognuno di noi deve saper entrare in una prospettiva di ricerca
del perdono, questa però non può esser disgiunta dal perdono che,
onestamente, ognuno è disposto a dare a se stesso.
Questo è un punto irrinunciabile, altrettanto quanto diventa necessario che ognuno di noi sia consapevole della sua limitatezza e fragilità.
Se noi siamo consapevoli di questa nostra dimensione, saremo disponibili ad accogliere i nostri passi malfermi, le nostre indecisioni.
Se sappiamo riconoscere questa nostra dimensione, la potremo accettare nella sua interezza in funzione di saperla superare.
Questo superamento sarà sempre una prospettiva, mai una realtà acquisita giacché la creaturalità è connaturata al nostro essere.
Si tratta, quindi, di andare al di là di una "confessione di peccato, giacché un momento, o una somma di pensieri, o di rimpianti, né possono risolvere i nostri tarli, né possono migliorare i nostri progetti futuri.
Quindi diventa molto importante scoprire i nostri limiti per imparare a voler andare al di là di questi: non occorre sentirsi in difetto, ma è necessario voler andare al di là del nostro cantuccio.
Molto della letteratura biblica ci invita a riflettere su percorsi di uscita, di pellegrinaggi, di cammini e una dimensione verso la quale siamo chiamati in questo periodo è proprio quella del saper accogliere la nostra limitatezza quale primo passaggio per non esserne schiacciati.
Quindi dobbiamo scoprire l'importanza del perdono per scoprire in seguito la bellezza dell'esser perdonati.
Può accadere, invece, che ci appaia come preminente il peso di quanto portiamo dentro noi quale ente irrisolto: invece dobbiamo sapere di poter esser costantemente perdonati, solo che ne sentiamo la necessità.
Poi
si apre la dimensione del nostro esser pronti a perdonare, pronti ad
ascoltare, disponibili ad accogliere: questo è un altro orizzonte
disponibile alla nostra ricerca...
Questo riflettere mi evoca alla
mente un canto della mia gioventù:
"Ti esalterò signore"
Ti esalterò Signore perché mi hai risollevato,
hai cambiato la mia tristezza in una danza per me,
hai sciolto il mio saio,
mi hai cinto d’allegria,
hai cambiato la mia tristezza in una danza per me...
Ecco questo canto può esemplificare utilmente il passaggio da consapevolezza dei limiti, accoglienza del perdono e gioia che ne consegue in vista di una prosecuzione e rinnovo della ricerca di fedeltà. Tornando a riflettere, a osservare questa mia raccolta di idee, esclusivamente soggettive, pertanto limitatissime e discutibili, mi è venuto in mente che dovremmo saper pensare all'atto del perdonare, come se fosse un'arte: un momento da apprendere, un momento bello e importante.
Noi,
se vogliamo essere discepoli di Gesù, dobbiamo apprendere a
perdonare e a perdonarci, ma questo atto non deve essere per nulla un
peso, una sofferenza, un dato a cui giungere con sofferenza, deve
invece essere un dono, un momento liberatorio tanto per chi viene
perdonato, quanto per chi perdona.
Quindi è facile comprendere
come è un atto non immediato è invece quasi un'arte, un momento da
scoprire e da apprendere nel cercarlo e nel darlo.
Quindi,
vediamo la differenza col perdono che Dio dà ad ognuno che lo cerchi
con fede, ma diventa un ente disponibile anche alla ricerca personale
e comunitaria.
G. SILENZIO
G. PREGHIERE PERSONALI
annuncio del perdono
G. Sorelle, fratelli, annunciamo la bontà di Dio.
Ognuno e ognuna di noi proclami, con la stessa parola di Dio, l’amore che egli ha per tutta l’umanità e per tutto il creato, quell’amore che è perdono, misericordia, vita nuova.
L. 1 “Jahvè, tuo Dio, circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, in modo che tu ami Jahvè tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, affinché tu viva” (Deut. 30,6).
L. 2 “Il regno di Dio è vicino. Cambiate cuore e credete al gioioso annuncio (Mc. 1,15).
L. 1 “Io vi dico che ci sarà più gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte che non per novantanove giusti, i quali non hanno bisogno di penitenza” (Lc. 15,10).
L. 2 “Rallegratevi con me. Poiché ho trovato la dramma che avevo perduto. Così, vi dico, c’è gioia al cospetto degli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte” (Lc. 15,10).
L. 1 “Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati. Non sono venuto a cercare la gente giusta, ma i peccatori” (Mc 2,17).
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Comunità cristiana di Base di Via Città di Gap 13 – Pinerolo - 30 marzo 2021
don Franco Barbero – Valter Primo - Franca Gonella