lunedì 29 marzo 2021

Diversamente chiesa

L'ARCIVESCOVO NOSIGLIA A TORINO ACCOGLIE GLI ULTIMI

E A RACCONIGI?


L'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia da tempo accoglie clochard e persone rimaste senza casa in Arcivescovado presso le "stanze dei papi". È un esempio di quello spirito evangelico che non può ridursi ad una semplice dichiarazione di principio, ma che assume l'accoglienza nei confronti di persone in difficoltà come obiettivo primario…

Spiega l'arcivescovo:

«Da tempo vivono qui una trentina di persone, italiani e immigrati. Provengono da situazioni difficili in famiglia, o sono rimaste senza abitazione. In questi giorni di grave emergenza mi è sembrato doveroso offrire un segnale e un esempio ancora più chiari. Per questo mi sento di chiedere alle parrocchie e alle comunità religiose, ma anche alle famiglie private che ne hanno la disponibilità, di aprire ancor più le porte delle loro case, per sistemazioni anche temporanee».

La morte di due clochard avvenuta di recente a causa del freddo ha indotto Nosiglia a chiedere il «coraggio di fare un passo in più lungo un cammino che è già ricco di scelte generose e di disponibilità. Il profeta Isaia d'altronde ci domanda esplicitamente di "introdurre in casa i miseri senza tetto"».

Auspico che l'appello dell'arcivescovo non cada nel vuoto proprio qui a Racconigi dove alcuni ragazzi africani rischiano di perdere la casa dove abitano, tanto più che la medesima è di proprietà della Curia di Torino.

Da parte nostra, come giornale, seguiremo questa vicenda nella certezza che sia possibile giungere ad una soluzione condivisa del problema.


(Guido Piovano, Insonnia mensile di Racconigi, marzo 2021, pag. 6 - contatti@insonniaracconigi.it)