Lettera a papa Francesco sulle unioni Lgbt
Genitori della rete 3VolteGenitori
Caro papa Francesco,
non possiamo tacere, come genitori cattolici con figli e figlie Lgbt la sofferenza che ci ha dato la lettura del responsum della Congregazione per la dottrina della fede sulla benedizione delle coppie omosessuali del 15 marzo.
Dopo le sue parole di accoglienza e di affetto nell'incontro del settembre scorso alla consegna del libretto "Genitori" apparso come la tempesta primaverile che si abbatte sui fiori appena sbocciati. Tuttavia, l'albero del nostro amore ha radici profonde e ci guiderà. Benedire per noi significa riconoscere il bene che c'è nei nostri figli e figlie e nella loro capacità di amare e di spendersi, di essere fedeli, di costruire un progetto di vita. Quando questo succede, li vediamo fiorire e realizzare nella loro relazione d'amore quella che è la vocazione primitiva e fondante per ognuno: essere amati come si è, amarsi, per poter amare di nuovo.
Questa è la realtà che i nostri occhi hanno potuto vedere e vedono in tante coppie. Mentre ci turba e ci addolora profondamente che venga di nuovo buttata su di loro la pietra del «peccato››, tanto più senza aver ascoltato con la mente e col cuore questa realtà.
Se la chiesa non ha il «potere›› di benedire questo amore, lo faremo noi genitori. Troveremo un «sacramentale›› con cui poterlo fare, chiedendo ai nostri figli e figlie di vivere il loro amore a testa alta e in maniera visibile, perché possa essere segno e testimonianza dell'amore di Dio per il suo popolo.
Domani 20 marzo