sabato 17 aprile 2021

CELEBRAZIONE COMUNITARIA DI DOMENICA 18 APRILE.

 FESTA DELL’ AMORE CHE DURA NEL TEMPO


P. Saluto all’assemblea

G. Fratelli e sorelle, mentre ci disponiamo a celebrare questa

 eucarestia, facciamo una breve pausa di silenzio

 e lasciamoci rivelare, ancora una volta, che

 l’amore paziente

di Dio verso il mondo e verso di noi trasforma

 coloro che ama.


1 O Dio, invano cerchiamo un nome degno di Te.

Tu sei più grande dei nostri modi di pensare a Te,

Tu vai oltre, molto oltre, le nostre parole.


2 Ci rivolgiamo a Te, oggi, come alla Sorgente dell’amore,

di quello che nasce e sboccia come un fiore

e di quello che, durando nel tempo, è come un albero

che ha fatto i conti con il sole e la pioggia.


1 Fa’ che questo amore, che Tu puoi far vivere in noi,

resti radicato in Te, si modelli sulla vita di Gesù

e possa vivere tutte le sue stagioni.


2 Possa questo amore, la cui origine è in Te, esprimersi ora,

nel corso degli anni che ci sono dati, e proseguire nella vita

nuova che ci donerai presso di Te!


1 Padre, apri ancora una volta il nostro cuore duro e

insensibile.

Facci gustare il pane buono e nutriente della Tua parola.

Fa’ che accettiamo la fatica e la gioia di spezzarlo tra di noi.


2 Dai a ciascuno e ciascuna di noi

il coraggio di comunicare i suoi pensieri,

la sua ricerca, il suo tentativo di capire,

la sua voglia di sapere e di fare.

Padre, mantienici l’appetito di questa parola

che alimenta in noi una vita in continua conversione.


T. Fa’ che ancora una volta la sorgente ci disseti

e alimenti il torrentello della nostra fede

e della nostra speranza.

Sia questa parola come acqua

che penetra nella terra e la rende feconda.

Metti nei nostri cuori la voglia di incontrare Te

e di lasciarci risuscitare ad una vita

più conforme alla strada di Gesù.


LETTURE BIBLICHE


Marco 14, 3-9


3 Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso.

 Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di

 alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran

 valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo

 capo.

4 Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: “Perché tutto

 questo spreco di olio profumato?

5 Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento

 denari e darli ai poveri!”. Ed erano infuriati contro di lei.

6 Allora Gesù disse: “Lasciatela stare; perché le date fastidio?

 Ella ha compiuto verso di me un’opera buona;

7 I poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli

quando volete, me invece non mi avete sempre.

8 Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il

 mio corpo per la sepoltura.

9 In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà

 annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò

 che ella ha fatto”.


REDICAZIONE

Con il capitolo 14 ha inizio, nel vangelo di Marco, la storia della

 passione di Gesù.

Il racconto dell’unzione di Betania contrasta con gli altri brani presenti in questo capitolo; C’è un contrasto tra la congiura delle autorità (che avevano ormai deciso di arrestare Gesù) ed il gesto affettuoso della donna. Questo passo, va interpretato sostanzialmente a partire dal contrasto tra amore e morte, tra tenerezza e distruzione.

E’ una risposta, più in generale, alla domanda di come porsi di fronte ai grandi mali del mondo, di come reagire di fronte alle sofferenze schiaccianti del mondo.

E’ centrale in questo brano il fatto che davanti a Dio contano gli atti d’amore.

In casa di Simone, il lebbroso (Matteo: “quello che era stato lebbroso”) ad un banchetto compare una donna con un vaso di profumo. Un unguento molto prezioso. Con quel profumo la donna cosparge il capo di Gesù (in Giovanni questo passo è inserito dopo la resurrezione di Lazzaro e Maria, sua sorella, “versa il profumo sui piedi di Gesù “).

In Israele l’unzione del capo era un’usanza destinata ai re.

Qualcuno dei presenti critica e considera inappropriato l’uso di quel profumo così prezioso; uno spreco. Si sarebbe potuto vendere per trecento monete d’argento e dare il ricavato ai poveri, ma Gesù difende la donna sostenendo che ha fatto una buona azione verso di lui.

La tradizione ebraica faceva una distinzione fra elemosine e opere buone: le elemosine erano offerte in denaro che si potevano fare in qualunque momento, le opere buone rispondevano invece a situazioni che venivano a crearsi in particolari momenti (per es. la cura per la sepoltura di un morto).

I poveri li avrete sempre con voi “ dice Gesù. Questo non vuol dire dare delle priorità ma distinguere: i grandi problemi del mondo (la povertà, la fame, le guerre, le ingiustizie) ci sono sempre e difficilmente si risolvono con un gesto, nell’immediato. Sovente può non bastare l’impegno di un’intera vita, mentre fare un gesto di amore spontaneo, un gesto generoso e gratuito verso chi ne ha bisogno in un preciso momento, significa fare qualcosa di concreto.

Il gesto di questa donna che ad alcuni sembra inutile è in realtà molto significativo per chi lo riceve. Non è affatto uno spreco dare amore a una persona che vede avvicinarsi l’ora della sua condanna a morte. E’ sicuramente bene adoperarsi per quella persona con tutto quanto si ha di più prezioso, facendo tutto il possibile per alleviare un po’ di sofferenza.

Gesù infatti, al contrario degli altri presenti in casa di Simone, sembra apprezzare il gesto di quella donna. E’ molto probabile che avesse in quel momento un grande bisogno di vicinanza e di amore. Forse quel gesto è stato l’unico gesto d’amore ricevuto in quei giorni mentre tutti stavano per abbandonarlo.

Ed è Gesù a dire di lasciar stare quella donna che lo ha “unto per la sua sepoltura” e che per questo sarà ricordata ovunque arriverà nel mondo il messaggio del vangelo.


LIBERI INTERVENTI


T. La memoria della cena di Gesù ci renda disponibili, o Padre,

 a percorrere la sua strada. 

Era seduto a tavola in mezzo ai dodici, prese il pane, lo spezzò

e lo distribuì dicendo: “Prendete, mangiatene tutti: io sono un

 corpo spezzato, una vita condivisa e donata. Questo gesto sia

 per voi un simbolo, un ricordo della mia vita “. Poi, presa la

 coppa del vino rosso, si rivolse a Te, o Padre, in preghiera e

 subito dopo la fece passare a ciascuno dei dodici e disse: “Sì,

questa coppa di vino rosso vi ricordi che la fedeltà alla causa

 di Dio mi ha richiesto persino lo spargimento del sangue.

 Sappiatelo: tra il mondo e Dio esiste un'alleanza,

un vincolo d’amore, una proposta d’amore che non si romperà

 più. La mia vita vi parli di questo amore. Fate questo per non

 dimenticarvelo”.


1 Padre, svegliaci e ponici davvero sulla strada di Gesù.

Non permettere che giriamo attorno alla sua parola,

vanificandola con la nostra mediocrità e superficialità.

Metti il bisturi al nostro cuore e circoncidilo.


2 Tu, su questa strada in cui arranchiamo, puoi mantenerci

 lontani sia dall’autocompiacimento sia dallo scoraggiamento.

Vorremmo cercare di essere sinceri, desiderosi di concretezza,

per non ricadere nel circuito illusorio delle belle parole.


T. Davvero non siamo capaci delle grandi svolte,

 di conversione:

ma Tu ridonaci, pungolandoci, il desiderio di cambiare vita,

di lasciarci sfidare dalle proposte della Tua parola.

O Dio, sempre nuovo, noi vogliamo contare su di Te.


1 Possa la nostra vita, in tutte le relazioni quotidiane

e nelle scelte che compiamo, pur così diverse e varie,

manifestare, in qualche modo, che per noi la Tua volontà

 conta, che essa non abita sulle nubi, ma è forza

 trasformatrice.


2 Insegnaci Tu a valorizzare questi anni che ci sono dati,

riempiendoli di solidarietà, facendoci gli uni verso gli altri

disposti al servizio, veramente prossimi, capaci di sacrificio,

quando esso può generare un po’ di sollievo e di sorriso.


T. Rigenera continuamente, nel mondo e in noi,

rapporti nuovi, fondati sul perdono e sulla disponibilità.

Tu che in Gesù ci hai fatto vedere come e quanto ci ami,

aiutaci a percorrere i piccoli sentieri della solidarietà.


P. PREGHIERA di CONDIVISIONE


COMUNIONE


CANTO


PREGHIERE SPONTANEE


Padre nostro in aramaico

Padre nostro che sei nei fiori, nel canto degli uccelli, nel cuore che batte; che sei nell’amore, nella compassione, nella pazienza e nel gesto del perdono.

Padre nostro, che sei in me, nella mia famiglia, nei miei amici, che sei in colui che amo, in colui che mi fa male, in colui che cerca la verità...

Sia santificato il tuo nome, adorato e glorificato, per tutto ciò che è bello buono, giusto, retto, onesto, di buon nome e misericordioso.

Il tuo regno di pace e giustizia, fede, luce e amore, venga a noi. Sii il centro della mia vita, della mia casa, della mia famiglia, del mio lavoro, del mio studio. ….

Sia fatta la tua volontà, anche se le mie preghiere a volte riproducono più il mio orgoglio, il mio ego, che i miei veri bisogni.

Perdonami tutte le mie offese, i miei errori, le mie colpe, i miei peccati e le mie offese contro di te, contro me stesso, e contro coloro che mi circondano, perdonami quando il mio cuore diventa freddo;

Perdonami come quando io con il tuo aiuto perdono coloro che mi offendono, anche se il mio cuore è ferito.

Non indurmi nelle tentazioni degli errori, dei vizi, della critica, del giudizio, del pettegolezzo, dell’invidia, dell’orgoglio, della distruzione, dell’egoismo e dell’egocentrismo.

E liberami da ogni male, da ogni violenza, da ogni disgrazia, da ogni malattia. Liberami da ogni dolore, da ogni pena, da ogni afflizione, da ogni angoscia e da ogni delusione.

Ma anche se vedi queste difficoltà necessarie nelle mia vita, che io abbia la forza e il coraggio di dire:

“Grazie, Padre, Signore Re dell’universo, per questa lezione!

Che così sia!

Comunità cristiana di base di Via città di Gap - Pinerolo

Ines Rosso,  domenica 18 aprile 2021