giovedì 1 aprile 2021

UN PARLAMENTO IMMOBILE

Omofobia, il centrodestra si divide ma la legge resta


 ancora al palo

Il Manifesto 23.03.2021

Ci sono volute le immagini violente dell’aggressione subita nella metropolitana di Roma lo scorso mese di febbraio da due giovani omosessuali perché si tornasse a parlare della legge contro l’omofobia e la transfobia, ferma in commissione Giustizia del Senato dal 5 novembre scorso, il giorno successivo a quello della sua approvazione alla Camera. «Mi aspetto che nei prossimi giorni l’iter al Senato si sblocchi», ha auspicato ieri il deputato Pd Alessandro Zan relatore del testo alla Camera. «So che c’è stato un ufficio di presidenza in cui Pd, M5S, e LeU hanno chiesto con forza la presidente della commissione il leghista Andrea Ostellari, di incardinarla. I numeri ci dicono che la maggioranza al Senato è a favore della legge, quindi non possiamo accettare che una minoranza tenga in ostaggio una maggioranza che vuole la legge» Numeri a parte, la strada per arrivare all’approvazione della legge 25 anni dopo la presentazione del primo ddl a tutela delle persone omosessuali, è ancora tutta in salita. All’invito del segretario del Pd Enrico Letta di licenziare il prima possibile il testo, ha già risposto la Lega promettendo di fare muro ed è scontato che l’argomento, se mai il testo dovesse essere davvero calendarizzato, sfarà salire la tensione nella maggioranza che sostiene il governo Draghi. Il centrodestra, però, è tutt’altro che compatto. Ieri due senatrici di Forza Italia, Gabriella Giammanco e Barbara Masini si sono espresse a favore della legge: «Davvero ancora si pensa che no sia da centrodestra votare una legge contro l’omofobia», ha scritto sui social la senatrice Masini. «Per me essere di cento destra (io lo sono) è difendere i più deboli, i più fragili, i più oppressi. Io voterò il disegno di legge Zan». Stessa posizione dell’azzurra Giammanco, per la quale «la lotta all’omofobia non ha colore politico». La scena avvenuta il 26 febbraio scorso, quando un uomo si avvicina a i due giovani che si stavano baciando in una stazione della metro capitolina e dopo averli insultati li prende a pugni, ha fatto il giro del web e raccolto molti commenti indignati. L’aggressore però, se mai verrà identificato, rischia al massimo un’accusa di lesioni visto che ancora non è prevista nessuna aggravante per l’omofobia. Particolare che spiega bene perché sia necessario arrivare all’approvazione della legge. «la violenza, la discriminazione ci offendono tutti, offendono la nostra coscienza di paese e noi dobbiamo ripudiarle, senza se e senza ma» ha scritto la ministra per la famiglia Elena Bonetti, mentre la collega per il Sud Mara Carfagna ha ricordato come «sia importante combattere, ogni giorno e con ogni mezzo, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione e violenza».