venerdì 14 maggio 2021

IL FUORILEGGE

 IL FUORILEGGE

Quanti paesini spopolati costellano il nostro Appennino? Riace era uno di questi, con abitanti quasi trasferiti al Nord o oltre mare. Nelle radici delle tradizioni e della storia della Calabria si intrecciano, da secoli, storie e culture: dai Greci antichi agli Arberesh, popolazioni alloglotte vi abitano. Invitato dal ministro della Cultura argentino al forum Dialogos globales, con molti altri sindaci dal mondo, Lucano ha conosciuto le Madres de Plaza de Mayo e la sofferenza dei discendenti dei riacesi. In terra calabra ha trovato la disponibilità spontanea della popolazione locale a mettere a disposizione dei migranti. fuggiti da guerre e persecuzioni. le case abbandonate della loro cittadina. Non sempre la terra è una scelta libera.

Se "restiamo umani" scopriamo che l’incontro tra popoli e culture è fertile di futuro. I profughi curdi, primi a essere portati dal vento sulle coste calabre, poi eritrei, iracheni, afghani, etiopi, nigeriani fuggiti dalle guerre, giunti a chiedere aiuto, a loro volta hanno aiutato a riempire il borgo spopolalo di gente. Tanti laboratori artigianali sono sorti: il vasaio di Kabul, la ricamatrice di Herat, quello del vetro, del legno, della tessitura che recupera i telai tradizionali calabresi e dove lavorano fianco a fianco una rifugiata e una riacese. Poi la Taverna Donna Rosa, l’asilo, la scuola, il frantoio sociale comunitario che, ancora nel 2019, ha prodotto un ottimo olio bio, con il lavoro dignitosamente pagato di una ventina di migranti e riacesi. Si è realizzato anche lo sviluppo di un turismo solidale, che portò a Riace molte persone attratte dal "paese dell’accoglienza", "un’accoglienza dolce", che quasi non si vede, che permette il mescolarsi delle storie di emigrazione calabrese con le nuove. Credere che "anche la speranza è economia", mettendo al centro non il profitto, ma le persone, è l'idea di Lucano. Tutto ciò si è voluto distruggere, con un disegno preordinato. Non a caso con la storia di Domenico, oltre agli amici curdi che il vento aveva portato sulla costa calabrese, oltre agli altri richiedenti asilo che avevano trovato casa a Riace, si intrecciano le personalità di alcuni preti e vescovi schierati con i poveri, di giudici coraggiosi, di sindaci perseguitati, a volte uccisi dalle n’drine calabresi.

Il libro autobiografico, scritto da Mimmo Lucano con Massimo Rizzo, ci restituisce il progetto Riace nella sua complessità e nelle sue ragioni culturali, antropologiche e sociali profonde.

Fuori da quale legge si sarebbe posto Lucano per quelli che l’hanno voluto condannare?

"L’uomo civile non rifiuta il conflitto… Lo accetta e lo pratica... in una dimensione non distruttiva, ma umana. La gentilezza è una virtù marziale": in queste righe di Gianrico Carofiglio ("Della gentilezza e del coraggio") mi pare di riconoscere il progetto e la vita di Mimmo Lucano.

Patrizia Minnella, Mosaico di pace marzo 2021