Operai edili in piazza
“Basta morti sul lavoro vogliamo più sicurezza”
«Un datore di lavoro che non fa tutto il possibile per evitare incidenti nel suo cantiere merita l’accusa di omicidio colposo» Lo dice Marco Bosio, segretario generale Fillea Cgil Torino partecipando, ieri mattina, al presidio organizzato sotto al palazzo della prefettura, in piazza Castello, da Cgil, Cisl e Uil per protestare in difesa della sicurezza sui luoghi di lavoro, in concomitanza con uno sciopero di quattro ore.
Dieci mesi fa i sindacati avevano presentato un protocollo per istituire nuove regole per garantire una maggiore sicurezza sul lavoro ma fino a ieri non era mai arrivata una risposta dalle prefetture. Ieri quella di Torino, invece, ha ricevuto una delegazione dei sindacati e ha preso l’impegno di riaprire il tavolo entro i primi giorni di giugno per agevolare il rinnovo del protocollo la cui ultima versione risale al 2010. «È assolutamente inaccettabile, nel 2021, non avere il diritto a svolgere la dovuta formazione preventiva quando si è al lavoro, con il rischio di farsi male o di non tornare a casa delle proprie famiglie», dicono i sindacati.
Nelle ultime settimane ci sono stati almeno quattro incidenti gravi in Piemonte nel settore edile, due mortali, uno ad Alessandria nel cantiere del nuovo polo logistico di Amazon, il secondo a Vinovo dove un operaio ha perso la vita sotto gli occhi dei suoi due fratelli mentre demoliva un container. «Con la ripresa dei cantieri, anche in periodo di pandemia, aumentano le vittime — commenta Claudio Papa, Feneal Uil — la cosa ci preoccupa molto.
Questi operai spesso hanno contratti non adeguati che non prevedono per loro corsi di formazione. È una cosa che denunciamo da anni. Ci sono operai dei cantieri edili che hanno contratti da metalmeccanici o del commercio. Senza contare che la gran parte dei lavoratori non sono dipendenti delle aziende per cui lavorano, ma operai in subappalto» . Il settore edile è quello più a rischio con 150 vittime ogni anno in Italia e nonostante la pandemia il numero di incidenti gravi è aumentato del 20 per cento.
Per Gerri Castelli, Filca-Cisl, «serve maggiore coordinamento tra committenza e coordinatori esterni della sicurezza per prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro».
Carlotta Rocci, La Repubblica 4 maggio