Il canto di Dio
Son stonata, Signore, e non ho voce.
Vorrei saper cantare,
come Davide cantava innanzi a Te.
Ma non ho voce.
Sul flauto obliquo della mia esistenza
tre note solamente so suonare:
quella inquieta, impaziente, dell'attesa,
quella magica, rara, dell'incontro,
quella sottile, fragile, spezzata
della fiducia in Te.
Ma che musica è mai,
di tre note soltanto?
Sono rimasta in silenzio
e solo allora, come un'eco lontana,
mi ha raggiunto il Tuo canto,
ora maestoso, possente, tenebroso,
ora accorato, come una carezza,
poi all'improvviso, tintinnante e dolce.
Tu canti, Dio, nel moto delle stelle,
nelle perfette orbite degli astri,
nel vocio dei bambini,
in ogni primavera,
in ogni abbraccio,
in ogni turbamento.
Voglio restare muta, ad ascoltarti.
Anna Maria Bermond – Sottovoce ti parlo
Son stonata, Signore, e non ho voce.
Vorrei saper cantare,
come Davide cantava innanzi a Te.
Ma non ho voce.
Sul flauto obliquo della mia esistenza
tre note solamente so suonare:
quella inquieta, impaziente, dell'attesa,
quella magica, rara, dell'incontro,
quella sottile, fragile, spezzata
della fiducia in Te.
Ma che musica è mai,
di tre note soltanto?
Sono rimasta in silenzio
e solo allora, come un'eco lontana,
mi ha raggiunto il Tuo canto,
ora maestoso, possente, tenebroso,
ora accorato, come una carezza,
poi all'improvviso, tintinnante e dolce.
Tu canti, Dio, nel moto delle stelle,
nelle perfette orbite degli astri,
nel vocio dei bambini,
in ogni primavera,
in ogni abbraccio,
in ogni turbamento.
Voglio restare muta, ad ascoltarti.
Anna Maria Bermond – Sottovoce ti parlo