Tonia Mastrobuoni_ La Repubblica 13/9
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I Verdi tedeschi temono una spaccatura in Europa, se Giorgia Meloni
dovesse diventare premier: il rischio è che una convergenza con Polonia e
Ungheria possa scardinare gli equilibri in seno al Consiglio e
indebolire le democrazie. Parla Alexandra Geese, parlamentare europea
dei Verdi e promotrice, ai tempi della definizione del Recovery Fund, di
“Half of it”, iniziativa per destinare metà delle risorse a misure a
favore delle donne.
Cos’è che la preoccupa di più se Meloni dovesse diventare primo ministro insieme alla coalizione di centrodestra?
«Meloni
parla di “ideologia di genere”. È un termine che usano partiti di
destra che vogliono attaccare valori iscritti nella nostra Costituzione,
che vogliono ridurre le libertà sessuali, le libertà nelle scelte di
vita. E poi mi fa paura il discorso sull’immigrazione. Siamo un
continente di migranti: escluderli spacca solo la società. Inoltre temo
che Meloni possa creare divisionigravi in seno al Consiglio europeo».
Alleandosi con Polonia e Ungheria?
«Sì.
Avremmo tre governi di estrema destra in Europa, tra cui un membro
fondatore della Ue. E abbiamo visto, soprattutto in Ungheria ma anche in
Polonia, come la destra al governo abbia prodotto un grave attacco alle
istituzioni democratiche, ai sistemi giudiziari, alla libertà della
stampa, ai diritti civili. È qualcosa che temo anche per l’Italia.
Rischiamo di avere un asse nel Consiglio di tre Paesi grandi con un
rapporto ambiguo con la democrazia. Una deriva preoccupante, per la
tenuta dell’Europa».
Meloni ha accennato spesso alla volontà di riportare sovranità in Italia, di limitare i poteri della Ue.
«È
molto pericoloso soprattutto in questa fase. Stiamo affrontando delle
crisi gravissime che richiedono la massima unità, come la crisi
climatica o energetica. Non possiamo permetterci di essere divisi,
considerando anche la guerra di Putin contro l’Ucraina. Putin non vuole
fare altro che spaccare l’Europa».
Meloni però si professa atlantista. Anche se i suoi alleati, Salvini e Berlusconi continuano a essere ambigui con la Russia.
«Due
partiti su tre della coalizione dicentrodestra che potrebbe governare
l’Italia sono filoputiniani. C’è da chiedersi quale posizione
dell’Italia prevarrà effettivamente, sul palcoscenico internazionale».
Il
suo partito è sempre stato estremamente critico con Russia e Cina,
contrario a Nord Stream. Che posizione avrà secondo lei il governo
Scholz con l’Italia di Meloni?
“Credo
che Annalena Baerbock, la nostra ministra degli Esteri — ma con lei
anche tutto il governo — prenderanno una posizione chiara a favore della
democrazia, a favore dei diritti e a favore dell’unità dell’Ue”.
Meloni vuole anche rinegoziare il Pnrr.
«Lo
ritengo grave. Un’interruzione del programma sarebbe dannosa per
l’Italia e l’Europa. In più siamo in una fase in cui, più che mai, va
accelerato il passaggio alle energie rinnovabili per non essere
continuamente ricattati dalla Russia. La priorità assoluta sarebbe
applicare il piano che ha stilato il precedente governo».