mercoledì 21 settembre 2022

E' A RISCHIO LA NOSTRA DEMOCRAZIA

“Se l’Italia segue Polonia e Ungheria a rischio democrazia e valori europei”

Tonia Mastrobuoni_ La Repubblica 13/9
— I Verdi tedeschi temono una spaccatura in Europa, se Giorgia Meloni dovesse diventare premier: il rischio è che una convergenza con Polonia e Ungheria possa scardinare gli equilibri in seno al Consiglio e indebolire le democrazie. Parla Alexandra Geese, parlamentare europea dei Verdi e promotrice, ai tempi della definizione del Recovery Fund, di “Half of it”, iniziativa per destinare metà delle risorse a misure a favore delle donne.
Cos’è che la preoccupa di più se Meloni dovesse diventare primo ministro insieme alla coalizione di centrodestra?
«Meloni parla di “ideologia di genere”. È un termine che usano partiti di destra che vogliono attaccare valori iscritti nella nostra Costituzione, che vogliono ridurre le libertà sessuali, le libertà nelle scelte di vita. E poi mi fa paura il discorso sull’immigrazione. Siamo un continente di migranti: escluderli spacca solo la società. Inoltre temo che Meloni possa creare divisionigravi in seno al Consiglio europeo».
Alleandosi con Polonia e Ungheria?
«Sì. Avremmo tre governi di estrema destra in Europa, tra cui un membro fondatore della Ue. E abbiamo visto, soprattutto in Ungheria ma anche in Polonia, come la destra al governo abbia prodotto un grave attacco alle istituzioni democratiche, ai sistemi giudiziari, alla libertà della stampa, ai diritti civili. È qualcosa che temo anche per l’Italia. Rischiamo di avere un asse nel Consiglio di tre Paesi grandi con un rapporto ambiguo con la democrazia. Una deriva preoccupante, per la tenuta dell’Europa».
Meloni ha accennato spesso alla volontà di riportare sovranità in Italia, di limitare i poteri della Ue.
«È molto pericoloso soprattutto in questa fase. Stiamo affrontando delle crisi gravissime che richiedono la massima unità, come la crisi climatica o energetica. Non possiamo permetterci di essere divisi, considerando anche la guerra di Putin contro l’Ucraina. Putin non vuole fare altro che spaccare l’Europa».
Meloni però si professa atlantista. Anche se i suoi alleati, Salvini e Berlusconi continuano a essere ambigui con la Russia.
«Due partiti su tre della coalizione dicentrodestra che potrebbe governare l’Italia sono filoputiniani. C’è da chiedersi quale posizione dell’Italia prevarrà effettivamente, sul palcoscenico internazionale».
Il suo partito è sempre stato estremamente critico con Russia e Cina, contrario a Nord Stream. Che posizione avrà secondo lei il governo Scholz con l’Italia di Meloni?
“Credo che Annalena Baerbock, la nostra ministra degli Esteri — ma con lei anche tutto il governo — prenderanno una posizione chiara a favore della democrazia, a favore dei diritti e a favore dell’unità dell’Ue”.
Meloni vuole anche rinegoziare il Pnrr.
«Lo ritengo grave. Un’interruzione del programma sarebbe dannosa per l’Italia e l’Europa. In più siamo in una fase in cui, più che mai, va accelerato il passaggio alle energie rinnovabili per non essere continuamente ricattati dalla Russia. La priorità assoluta sarebbe applicare il piano che ha stilato il precedente governo».