Alludo al cristianesimo. A mio avviso, quel poco o quel tanto che davvero resta e persevera nell'esperienza cristiana, è dovuto in gran parte all'eresia e alla disobbedienza. Il resto, anche in teologia e nella pastorale , spesso è aria fritta.
Ecco perché la disobbedienza dei vescovi belgi rispetto alle assurde ingiunzioni vaticane che impediscono la benedizione delle coppie gay, è una scelta di grande valore evangelico (si ispira alla prassi evangelica) ed ecclesiale (se intendiamo la chiesa come una casa e non un club in cui puoi entrare solo con il tesserino di eterosessuale).
Basta uno sguardo non superficiale alla storia.
Senza gli "eretici" o i sospetti di eresia saremmo ancora fermi ai dogmi creati nei concilii a Nicea, Efeso e Costantinopoli. Saremmo ancora fermi al primato del papa e al peccato originale....
Senza le migliaia di "arrostiti" nei roghi dei secoli saremmo ancora alla proibizione di leggere la Bibbia. Senza disobbedienza saremmo ancora alla proibizione dei presevativi, al dogma dell'inferno e dei vari diavoli...
Merita ricordarlo davanti a questa aperta disobbedienza dei vescovi belgi che pure non rasentano neppure l'eresia. E' dal basso che parte il grido. Beate le comunità cristiane che educano alla libertà e non al silenzio e all'obbedienza.
Dio sostenga quei vescovi che, da veri fratelli prima che pastori, sanno ascoltare e sanno decidere con la propria comunità: che Roma strilli, approvi o disapprovi.
La chiesa cresce dal basso!
Franco Barbero