Isabella Insolvibile storica
Quale vita 198
"La
Repubblica è nata nelle carceri, nei luoghi di confino, nelle strade in
cui sono stati massacrati di botte e di olio di ricino gli
antifascisti.
È nata in Spagna, la Repubblica italiana, tra i volontari
delle brigate internazionali, che capirono prima di altri quanto fosse
importante impegnarsi in Europa, in qualsiasi parte d'Europa, perché
anche l'Italia fosse libera.
La Repubblica è nata tra i fuoriusciti in
Francia, costretti a lasciare tutto e spesso non al sicuro neanche così.
È nata nei campi di prigionia dei diversi colori - giallo per gli
ebrei, marrone per i rom, rosso per i politici, viola per i testimoni di
Geova, nero per gli asociali, rosa per gli omosessuali - in questa
ossessione di dividere tutto rigorosamente, in quel mondo che poi non
era altro che bianco e nero. Nero, soprattutto", ha detto la storica.
"Quando diciamo che la Repubblica è nata dalla Resistenza, dobbiamo ricordare che la Resistenza è stata innanzitutto un incontro tra anime politiche e culturali diverse, tra antifascismi di diverse generazioni e maturazioni - quell'antifascismo che noi storici definiamo, appunto, "storico", e quello "esistenziale", nato sotto le bombe e in preda ai morsi della fame, o al fronte"
"Quando diciamo che la Repubblica è nata dalla Resistenza, dobbiamo ricordare che la Resistenza è stata innanzitutto un incontro tra anime politiche e culturali diverse, tra antifascismi di diverse generazioni e maturazioni - quell'antifascismo che noi storici definiamo, appunto, "storico", e quello "esistenziale", nato sotto le bombe e in preda ai morsi della fame, o al fronte"