sabato 12 novembre 2022

IN CINA : MINORANZE PERSEGUITATE

Xinjiang

Violati i diritti delle minoranze

Il Rapporto pubblicato il 31 agosto da Michelle Bachelet, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, getta nuova luce sulla questione della comunità uigura e di altri gruppi a maggioranza musulmana della regione cinese dello Xinjiang, sottoposti a gravi violazioni dei diritti umani, definite da Amnesty International come crimini contro l’umanità. 

«Le accuse di pratiche ricorrenti di torture e maltrattamenti, comprese le cure mediche forzate e le cattive condizioni carcerarie, sono credibili, così come le accuse individuali di violenza sessuale e di genere», si legge nel rapporto. In applicazione delle strategie contro il terrorismo e l'estremismo approvate dal governo cinese nel 2014 nella regione amministrativa speciale dello Xinjiang sono state adottate «restrizioni severe e indebite su un'ampia gamma di diritti umani» con una forte componente discriminatoria. 

Negli ultimi anni sono emerse le accuse al regime cinese di aver detenuto arbitrariamente nelle prigioni e nei campi di rieducazione (i centri di istruzione e formazione professionale) almeno un milione di persone in maggioranza uiguri; di effettuare sterilizzazioni e aborti «forzati» o di imporre «lavori forzati». L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha descritto le strategie antiterrorismo della Cina nella regione come «profondamente problematiche» dal punto di vista degli standard internazionali, poiché conterrebbero «concetti vaghi, ampi e aperti che lasciano grande discrezionalità ai funzionari di interpretare e applicare ampi poteri di indagine, prevenzione e coercizione». Liu Yuyin, portavoce della missione cinese a Ginevra ha definito la «cosiddetta 'valutazione' sullo Xinjiang» una «farsa» e un tentativo politicamente motivato di diffamare la Cina.

Franca Cicoria, Rocca 1 ottobre