venerdì 6 gennaio 2023

 

Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL’ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N°97 gennaio ‘23


 

In evidenza:

     INCONTRI COMUNITA’ IN SEDE E SU MEET

- 3, 10, 17, 24 e 31/1 h21: gr. biblici on line

- 5, 12, 19 e 26/1 h17:45: gr. biblici in sede

- 8, 15, 22 e 29/1 h 10: eucarestie

- 20/1 h 18: incontro di preghiera

- 29/1 ore 10:45: assemblea comunitaria

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

- B.Mori, Per un cristianesimo senza religione

- O. da Spinetoli, Rifondare la chiesa…

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Anche i papi muoiono

- Mentre papa Ratzinger muore

- Io trattato da eretico…

    DALLA NOSTRA COMUNITA’

- Questa comunità

APPUNTAMENTI COMUNITA’ IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET

NB: Gruppi biblici: il martedì alle h21 solo on line (colleg. dalle h20:45 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp) e il giovedì alle h17:45 solo in presenza presso la sede di via Città di Gap, 13 a Pinerolo.

Eucarestia: domenica h10 in sede e on line (colleg. dalle h9:45 meet.google.com/vpu-vkkh-wfm).

     MARTEDI’ 3 GENNAIO h21 e GIOVEDI’ 5 h 17:45 – Gruppo biblico: su Luca 12,1-34 (prepara Valter sia il martedì che il giovedì).

     DOMENICA 8 GENNAIO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Franca A.).

     MARTEDI’ 10 GENNAIO h21 e GIOVEDI’ 12 h17:45 – Gr. biblico: su Luca 12,35-59 (preparano il martedì Antonella e il giovedì Gilda).

     DOMENICA 15 GENNAIO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Sergio Se.).

     MARTEDI’ 17 GENNAIO h21 e GIOVEDI’ 19 h17:45 – Gruppo biblico: su Luca 13 (prepara Manuela sia il martedì che il giovedì).

     VENERDI’ 20 GENNAIO h18 – Incontro di preghiera (prepara Tiziana).

     DOMENICA 22 GENNAIO h10/10:45 – Eucarestia (preparano Stefania e Esperanza).

     MARTEDI’ 24 GENNAIO h21 e GIOVEDI’ 26 h17:45 – Gruppo biblico: su Luca 13 (preparano il martedì Sergio Sp. e il giovedì Valentina).

     DOMENICA 29 GENNAIO h10/10:45 – Eucarestia breve (prepara Michelangelo).

     DOMENICA 29 GENNAIO h10:45/11:30 – Assemblea di comunità

     MARTEDI’ 31 GENNAIO h21 – Gruppo biblico dedicato ad un tema: Franco Barbero presenta il libro "Per un cristianesimo senza religione" di Bruno Mori (ed. Gabrielli).

ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

    VENERDI’ 27 GENNAIO dalle h16,45 alle h18,30 – Corso biblico a Torino: discuteremo sul tema “che cosa dice a noi oggi il racconto di miracolo”, a partire dal vangelo di Luca. L’incontro ha cadenza mensile e si svolge c/o il saloncino della libreria Claudiana (via Principe Tommaso, 1 - Torino). Per informazioni contattare Anna Campora (3487136965) e/o Maria Zuanon (3497206529).

 

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

9/1/23 – Incontro Tavolo Pari Opportunità a Pinerolo

Riportiamo qui sotto alcune informazioni su un’iniziativa a cui invitiamo tutti/e a partecipare.

Buongiorno a tutt.

Per dar seguito all’iniziativa di sostegno al popolo iraniano, avviata durante il corteo del 26 novembre contro la violenza sulle donne, anche su sollecitazione di alcuni gruppi e associazioni, si ritiene opportuno convocare il Tavolo Pari Opportunità lunedì 9 gennaio alle ore 17.30, allargando la partecipazione anche a realtà non pinerolesi, l'incontro si svolgerà in comune, con collegamento on line per chi non potesse partecipare.

L’obiettivo dell'incontro è quello di organizzare insieme un evento, o meglio ancora un percorso, una serie di eventi, coinvolgendo anche altre realtà del territorio pinerolese.

Un momento significativo potrebbe essere una fiaccolata, da organizzare in un tardo pomeriggio, presumibilmente nella settimana dal 16 al 20 gennaio, nelle vie centrali di Pinerolo (corso Torino-via Buniva-via Saluzzo) per dare visibilità alla manifestazione, con canti e letture (organizzare la fiaccolata dal 16 in poi potrebbe agevolare la partecipazione delle scuole, a tal proposito occorrerebbe parlarne anche con l’Assessore Franco Milanesi)

Si propone di coinvolgere il gruppo Iranianiditorino, con cui ci sono rapporti diretti e di adottare come slogan/simbolo DONNA, VITA, LIBERTA’.

Buona giornata

Alice

 

RECENSIONI E SEGNALAZIONI (a cura di Franco Barbero)

Bruno Mori, Per un cristianesimo senza religione

Si tratta di un libro che, nella palude teologica italiana, porta un linguaggio chiaro e onesto e vuole demolire il castello dogmatico per dare vita ad una comunità di fede sulla via di Gesù.

Pur con qualche affermazione che mi lascia perplesso e dissenziente, come a pagina 138 dove "Dio non parla più attraverso le Scritture ma solo attraverso la realtà del mondo", l'Autore dimostra un approccio a parecchie questioni in modo semplicistico e scontato.

Così pure affermare che Gesù non appartiene a nessuna religione ed è al di sopra e al di là di ogni credenza e confessione, non mi trova in sintonia (pagina 226) ed oggi è assolutamente comprovato dalle ricerche che Gesù era un credente ebreo.

Che sia ridicolo considerarlo cattolico e fondatore di una chiesa (pagina 226) è ovvio, ma negare che il Nazareno sia stato un ebreo e che abbia avuto anche la sua parte di ignoranza (Tamayo-Barbero) e abbia preso qualche "abbaglio" (Barbaglio) e sia per molti versi interno alla cultura del suo tempo, è una acquisizione che il dialogo ebraico-cristiano ha evidenziato. 

Parecchie altre affermazioni perentorie in realtà nelle bellissime pagine del libro si sciolgono.

Chiaro e tondo qui sono il discorso cristologico e la descrizione del delirio dogmatico. Questo lascia il posto all'affermazione appassionata del mistero che è Dio.

Le affermazioni, le allusioni, le immagini circa il Dio mistero sono "parlanti" in queste pagine.

Qui il demolitore del castello e il costruttore della casa hanno in comune la ricerca e l'adorazione del mistero amoroso che è Dio. Certo, ben oltre quarant'anni fa, le nostre comunità andarono alla demolizione dell'impianto dogmatico con questo stesso stile costruttivo.

Per molti ovviamente, parecchie pagine di questo libro sono totalmente note e acquisite da tempo, ma  per nessuno la lettura sarà inutile. 

Qui si sogna, si spera, si guarda avanti al cospetto e immersi nella realtà che parla del mistero che è Dio Amore. Il che rappresenta la solidità e la costruttività di queste pagine che raccomando ad una lettura aperta ed intelligente. 

(in libreria per Gabrielli edizioni, 2022, pp.256, €18,50)

Ortensio da Spinetoli, Rifondare la chiesa. Una follia inevitabile

“La ‘rifondazione’ più che la "riforma" della chiesa sembra al momento presente oltre che un sogno, una follia, ma sarà l'avvenimento più sensazionale che la storia riserva alle generazioni future”. (Ortensio da Spinetoli).

Tra contraddizioni e incoerenze, la chiesa si rinnova.

Più che pavoneggiarsi per le glorie nel passato torna alle sue umili origini; riprende la strada del Vangelo, del "regno di Dio", abbandonando le logiche mondane.

E' la chiesa "profetica" i cui cardini sono: il primato dell'annunzio disarmato, l'impegno nella storia, l'identificazione con la causa dei poveri, la provvisorietà delle teologie, la subordinazione dei riti e del culto alle  reali operazioni di bene, la supremazia dell'uomo sulle strutture e delle coscienze sul sistema.

La Chiesa "profetica" è la Chiesa non tanto maestra di verità e di dottrine, quanto attenta a segnalare agli uomini il volere di Dio: il suo disegno nei travagliati mutamenti della storia.

Questa è l’appassionata profezia del frate “controcorrente” Ortensio da Spinetoli (1925-2015).

(in libreria per Il pozzo di Giacobbe edizioni, 2021, pp.242, € 17)

 

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Anche i papi muoiono

Anche i papi muoiono. Come ogni creatura avendo fatto bene e male.

A mio giudizio, papa Ratzinger (dopo papa Wojtila) è uno dei papi che ha fatto soffrire più persone.

In genere la chiesa cattolica ufficiale riserva un solennissimo funerale per nascondere tutti i mali che il morto ha fatto.

Che Dio lo accolga con tenerezza nelle sue braccia.

Franco Barbero

Mentre papa Ratzinger muore

Anche se sono sempre stato contrario a tutta la sua impostazione teologica e pastorale, riporto qui di seguito una pagina che invece apprezzai molto e citai nel mio libro "Confessione di fede di un eretico" (ed. Mille pp. 125-126). 

Provo un intenso piacere a citare dei brani di teologi che poi nei decenni successivi hanno preso le distanze dal pensiero espresso quando erano giovani teologi.

Nel capitolo del mio libro "Tornassimo all'essenziale? - Come tornare all'essenziale" citai quel passo in cui il giovane teologo Ratzinger parlava della "operazione ablatio" cioè come lasciar cadere l'inessenziale: “Riforma è sempre nuovamente un'ablatio: un togliere via.... Quanti più organismi facciamo, siano anche i più moderni, tanto meno c'è spazio per lo spirito e tanto meno c'è libertà. Io penso che dovremmo iniziare nella chiesa a tutti i livelli un esame di coscienza che dovrebbe avere conseguenze assai concrete e recare con sé un'ablatio che lasci di nuovo trasparire il volto autentico della chiesa. Esso potrebbe ridare a tutti noi il senso della libertà e del trovarsi a casa propria in maniera completamente nuova. Oggi giorno la chiesa è diventata per molti l'ostacolo principale alla fede...” (Anno 1969).

Come poi abbia potuto negli ultimi 50 anni elaborare una teologia e una prassi pastorale e un catechismo addirittura umoristico e antidemocratico e fare di tutto per seppellire le migliori istanze del Concilio vaticano II... è davvero uno di quei "misteri con la minuscola" che sovente capitano nella chiesa cattolica.

Franco Barbero 

Io trattato da eretico, era un uomo autoritario che rifiutava il dialogo

Professor Küng, Giovanni Paolo II merita la beatificazione? 

“Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all' esterno è in totale opposizione con la sua politica all' interno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio». Certo, personalità imponenti come Giovanni Paolo II scatenano sempre una certa opposizione. «Il problema non è dover beatificare uomini imperfetti, ma personaggi i cui errori hanno costituito le basi del proprio operato. Nel processo di beatificazione, i lati oscuri di Giovanni Paolo II non sono stati tenuti assolutamente in considerazione. Non c' è da meravigliarsi se a tal proposito il Vaticano non voglia ascoltare testimoni come il sottoscritto».

Lei cosa avrebbe testimoniato? 

«Personalmente, ho pur sempre costituito il primo grande caso di inquisizione promosso da questo Papa. Non mi ha dato la possibilità di difendere le mie posizioni teologiche, per le quali mi è stata ritirata la cattedra di teologo cattolico ufficiale nel Natale del 1979. Eppure era palese che papa Wojtyla non avesse letto neanche uno dei miei libri. Ma questo non lo frenava a condannarli. Di qui si evince come questo Papa sia stato intollerante e contrario al dialogo. Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l' esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare». 

 

Ma lei non pensa che posizioni su temi quali il celibato sacerdotale siano ampiamente condivise dalla Chiesa e dai suoi fedeli? 

«L' obbligo del celibato nasce da un abuso di potere pontificio nel Medioevo. È stato introdotto solo nell' XI secolo, infrange la tradizione della Chiesa e, ancora peggio, il Vangelo. Gesù ha consigliato, non imposto, il celibato. Perciò questo dogma deve essere abolito». 

E l'ordinazione sacerdotale delle donne? 

«Questo è un caso un po' più complicato, perché nella cerchia dei Dodici Apostoli c' erano effettivamente solo uomini. Tuttavia, sin dall' inizio le donne hanno accompagnato Gesù nella sua missione, ed è certo che le donne nelle prime comunità ecclesiastiche abbiano costituito parte attiva nelle funzioni religiose. Ma tutto questo viene messo a tacere dalla Chiesa». 

Più in generale, cosa pensa dei processi di beatificazione e canonizzazione? 

«In origine erano i fedeli, per mezzo della loro inflessibile devozione, a decidere se qualcuno meritasse di diventare santo. Ad esempio, Francesco di Assisi è stato canonizzato dal popolo. Di questo processo, dal 1200 in poi, la curia romana ne ha fatto un privilegio papale. Ciò ha spesso trasformato un buon uso in abuso». 

Secondo lei questo si verifica anche oggi? 

«Mi sembra logico. Il successore canonizza il Papa precedente, una pratica già vista a Roma in epoca imperiale, quando sistematicamente gli imperatori paragonavano il loro predecessore a Dio. I processi di beatificazione e canonizzazione servono al Papa per mettersi in mostra. Come un sovrano assolutista, Benedetto XVI ha infranto il diritto canonico per poter beatificare alla spiccia Giovanni Paolo II mediante l’aggiramento dei termini temporali stabiliti e l'approvazione di una delle più dubbie guarigioni miracolose». 

Con quali vantaggi?

«Probabilmente l'attuale Papa crede che, beatificando il suo predecessore, possa cancellarne tutte le malefatte. Dimentica però che con l'individuo viene beatificata anche la sua politica. Wojtyla e Ratzinger sono i massimi responsabili della malattia cronica di cui è affetta la Chiesa cattolica. Dietro la sfarzosa facciata di pomposità della grande liturgia romana, in tante comunità cattoliche si staglia un vuoto assoluto».

Però, all' epoca della morte di Giovanni Paolo II nel 2005, sono stati proprio i fedeli a chiederne l'immediata canonizzazione. 

«Ma il “Santo Subito” è stata un'esortazione pilotata. Me li ricordo gli striscioni "spontanei" di Piazza San Pietro: tutti di stampa meticolosa, raffinata. È stata una palese messa in scena da parte di gruppi cattolici, conservatori e reazionari, che sono molti forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia». Si dice che lo scandalo pedofilia nella Chiesa cattolica avrebbe potuto costituire un ostacolo per la beatificazione di Giovanni Paolo II. 

Perché? 

«Anche in Vaticano fa discutere il rapporto decennale del Papa con il sacerdote messicano e fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado, colpevole di svariati abusi sessuali. Sino alla fine dei suoi giorni, Giovanni Paolo II ha protetto Maciel. Allo stesso modo, l’entità degli scandali sessuali nella Chiesa, è stata sistematicamente nascosta sia da Wojtyla che dall' allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Ratzinger».

Intervista a Hans Kung (da “La Repubblica” del 30/04/2011)

La chiesa profetica

La chiesa profetica è la chiesa che ha abdicato al suo potere, ha rifiutato le strategie, gli equilibrismi della politica e senza titubanze e con chiarezza ripete e ripropone la parola di Dio e le sue implicazioni nella storia.

Essa si rivolge alla collettività degli uomini con cui convive per offrirle il suo specifico aiuto, quello di una dimensione, di una componente superiore, di una forza inafferrabile, ma reale della storia, di un respiro che supera la contingenza e la vita quotidiana.

 Il profeta non esiste per sé, la chiesa profetica vive egualmente per gli altri che in qualsiasi modo vengono a contatto con lei. Ciò che gli uomini aspettano dalla chiesa non è né l'oro, né l'argento (AT.3,6), ma l'esperienza di Dio che arrechi una schiarita nel cammino tenebroso in cui il più delle volte sono costretti a muoversi, nei pericoli che attraversano, nelle emergenze dell'egoismo e dell'orgoglio che invadono individui e intere collettività.

Allora l'alleata di Dio, la ascoltatrice attenta della sua voce sa intervenire e sa cosa deve dire".

(da Ortensio da Spinetoli, “Rifondare la chiesa”, p.76)

Che cosa significa essere una comunità creativa

E' difficile esprimerlo in poche parole. Ma io ci provo, consapevole dei limiti di queste righe, con un esempio.

Una comunità creativa vuol dire che ogni domenica non si va a messa, non solo per ascoltare, ma per intervenire. E' finito il tempo del “mi ascolto la predica e ricevo l'eucarestia".

Questa "prigione" clericale va infranta in accordo con il parroco o concordandolo con lui affinché lasci spazio alla parola dei partecipanti.

Il primo passo è prendere la parola. Bisogna smetterla di sentirsi figli di un dio minore rispetto ai sacerdoti che molto spesso sono i più sprovveduti. 

Formare in casa di qualche fratello o sorella un piccolo gruppo che legga il passo che verrà letto in chiesa la domenica e riflettere per avere argomenti per l'intervento domenicale dopo  la predica. 

Oggi si trovano spunti anche nei siti "eretici" come il mio o parecchi altri. 

Sembrano proposte impossibili: le comunità delle origini erano comunità di condivisione e lo spezzare il pane seguiva lo spezzare la "parola". Questa realtà è già presente in molte comunità dell'Amazzonia e di tutte le comunità di base sparse nel mondo. 

Si tratta dunque di una novità che addirittura ha origine agli inizi della nostra storia prima che il clericalismo dividesse la chiesa in laici e sacerdoti.

Franco Barbero

Come una monetina

“Il mondo è pieno di splendore spirituale, ma una piccola mano tenuta davanti agli occhi nasconde tutto”, disse il Baal Shem. 

"Come una monetina tenuta sopra la faccia può impedire la visione di una montagna, così le vanità dell'esistenza possono impedire la visione della luce infinita. I prodigi sono quotidianamente con noi eppure chi esperimenta le cose meravigliose, non se ne accorge... Di che utilità è un occhio aperto, se il cuore è cieco?... Si possono vedere molte cose senza osservarle: "Gli orecchi erano aperti, ma non hai udito niente" (Isaia 42.20).

(da Abraham J.Heschel, “Dio alla ricerca dell'uomo”, p. 103)

Progetto ristampe Ernesto Buonaiuti

    A oltre settant’anni dalla sua morte, quella di Ernesto Buonaiuti è per certi versi una figura ancora da scoprire. Assoluto protagonista del dibattito intellettuale dei primi decenni del secolo scorso, inviso alle istituzioni ecclesiastiche e statali per quella sua integrità intellettuale che lo rendeva alieno a ogni forma di accomodamento, risulta ancora oggi un personaggio difficile da inquadrare, tanto che le periodiche rivisitazioni della sua opera e, più in generale, della sua vicenda storica non appaiono esenti da parzialità e forzature.

    Ecco il motivo per cui abbiamo ritenuto che il miglior servizio che potessimo rendere a don Ernesto – ci piace chiamarlo così per l’assoluta fedeltà che manifestò al sacerdozio cattolico sino agli ultimi istanti della sua vita – fosse quello di far parlare direttamente lui, attraverso le sue opere, così da consentirgli di continuare a svolgere, nonostante la damnatio memoriae decretata ai suoi danni dalle istituzioni clericali, il suo mandato di sacerdote e di insegnante.

    Com'è noto, la produzione di Ernesto Buonaiuti è imponente, circa quattromila titoli, la maggior parte dei quali sono oggi di difficile reperimento. Negli ultimi anni qualche testo è stato ristampato – ad es., Gesù il Cristo (Edizioni E/O), Lutero e la riforma in Germania e Storia del cristianesimo (Edizioni Luni), Apologia del cattolicesimo (Archivio Cattaneo), Pellegrino di Roma (Edizioni Gaffi) - ma rimangono ancora tanti testi che meriterebbero di essere portati alla conoscenza di un più vasto pubblico di lettori.

    La nostra idea progettuale consiste nella ristampa di un pacchetto di tre opere di difficile reperimento - recuperabili ormai solo sul mercato dell’antiquariato a prezzi non sempre contenuti e in condizioni non sempre ottimali - selezionate in modo da offrire al lettore una dimostrazione dei diversi registri che hanno caratterizzato la vasta produzione di Buonaiuti.

    Le tre opere, da pubblicare a distanza di sette-otto mesi l'una dall'altra (se ce la faremo), conterranno ciascuna la copia anastatica del volume originale e una postfazione in cui l’opera viene descritta nelle sue linee principali e inquadrata nel contesto della biografia e bibliografia di Buonaiuti. Il progetto editoriale è sostenuto da Noi Siamo Chiesa e si pone in continuità con l’Appello lanciato anni fa per la riabilitazione del sacerdote romano, che conta ad oggi 479 adesioni.

    Nella sua completezza il progetto editoriale consiste nelle seguenti tre opere da realizzare secondo i tempi possibili e le risorse.

    “Il programma dei modernisti”. ed. F.lli Bocca, Torino 1907

Scritto a ridosso dell'enciclica Pascendi per confutarne le tesi, è considerato il testo che più d'ogni altro offre il ritratto del Buonaiuti modernista.

    “La Chiesa romana”, ed. Gilardi e Noto, Milano 1933

Una lettura storico/teologica dell’intero sviluppo della Chiesa cattolica romana, dalla quale emerge la sua statura di storico del cristianesimo.

    “Il Vangelo e il mondo”, ed. Guanda, Modena 1934

Un volume antologico che raccoglie articoli di vario genere pubblicati sulla rivista Religio dal 1925 al 1934 e che fornisce un esempio della sua vena di polemista.

    Il progetto editoriale è stato sottoposto alla casa editrice Gabrielli di Verona che si è dimostrata interessata al progetto e disponibile alla pubblicazione. Pertanto, essendo ormai maturi i tempi per entrare nella fase operativa, si rende necessario costituire un fondo cassa per sostenere l’operazione (contribuzione alle spese vive di stampa, organizzazione di presentazioni in presenza e online, ecc.).

DALLA NOSTRA COMUNITA’

Questa comunità

·      Tutti voi ricordate come 10 anni fa, alla notizia delle dimissioni di papa Ratzinger, dissi che questo era un giorno molto positivo per la chiesa: infatti il gesto nobile di papa Ratzinger aveva un significato molto alto per la chiesa che, attraverso questo gesto coraggioso, dichiarava il tramonto della chiesa imperiale. Dissi allora che era il gesto più significativo del pontificato di Ratzinger.

·      Però non perdiamo tempo dietro a queste chiacchiere e celebrazioni che avranno sicuramente conseguenze notevoli per la nostra chiesa. Persino papa Francesco tirerà un respiro di sollievo. I giornali e i mezzi di informazione hanno recitato la solita ipocrisia. Ma ora noi abbiamo altri pensieri  e altri impegni per il mondo e per la chiesa.

·      Intanto continuiamo la nostra lettura biblica con assiduità e intensità, anche se sarà necessario dedicare un confronto tra di noi sulla situazione che è venuta a crearsi dentro la chiesa cattolica in questi giorni. La nostra lettura del Vangelo di Luca sarà, con la celebrazione eucaristica, il pane che nutre il nostro cammino di fede che non ha bisogno di "dirigenti ecclesiali" ma di pastori.

·      Ricordo che il 9 di gennaio alle ore 17:30 ci sarà in Comune un incontro per preparare una manifestazione in solidarietà alle donne iraniane: a pagina 2 di questo notiziario riportiamo l'avviso.

·      Martedì 31 gennaio alle ore 21 Franco presenterà il libro "Per un cristianesimo senza religione" di Bruno Mori (ed. Gabrielli) in rete (solito link del gruppo biblico del martedì). Si tratta di un libro che fornirà a ciascuno/a di noi elementi di preziosa riflessione in un linguaggio che esprime una fede nuova senza rotture con le teologie antiche che abbiamo abbandonato in questi anni. A pagina 2 di questo notiziario è riportata una recensione del libro.

·      Tanti auguri a tutti e a tutte di perseveranza e di impegno sociale e comunitario e tanta salute.

 

Franco e Fiore

Il nostro notiziario

 

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

 

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