lunedì 31 marzo 2025

UNA BUONA LETTURA IMPEGNATIVA


Ogni due mesi segnalo sul blog l'ultimo numero della rivista internazionale di Teologia ”Concilium”edita sempre con molta accuratezza dalla Queriniana, raccolta da 61 anni nella biblioteca che ho donato alla Comunità e lì lascio ancora gli ultimi libri dopo la morte di mia moglie (13.000 libri). Parecchi nuovi e recentissimi libri sono in questa biblioteca.

Raccomando vivamente l'ultimo fascicolo dalla chiara tematica, ”Nicea, 1700 anni dopo“. Impossibile evitare le domande.

Non mancano quelli che parlano della vittoria di Nicea e del suo lato tragico, ma prevale la concezione della vittoria di Nicea come il trionfo dell'ortodossia. Ad Ario non si fa cenno e invece ormai qui siamo all'ortodossia. Il soffocamento e il tradimento di Nicea originale alla maniera di Ario non l’ho trovata.

Io ho letto questo numero di Concilium e, pur apprezzando tanti passi, intuizioni felici, in questo Nicea ho riscontrato il radicale tradimento dell'unico e solo Dio. Dopo saranno due con Gesù e poi tre con la Trinità fino alla bestemmia della verginità di Maria e a quella di ”Maria madre di Dio“ dell'inizio di ogni anno.

La vittoria costantinopolitana di Nicea aperto una ”fabbrica“ dei dogmi di cui farò in Aprile una documentata relazione.

La porta per entrare nel Palazzo Religioso è la fedeltà ai dogmi che con progressione la gerarchia costruito.

il vero Gesù, quello storico, il grande proclamato, è il grande scomparso e, invece, campeggiano le strutture teologiche, il battesimo, le persone sacre, la esclusioni delle donne dal ministero, la Trinità ,il paradiso, il purgatorio e l'inferno, le persecuzioni dei dissidenti definiti eretici, il Dictatus papae che nell'undicesimo secolo rese il papa pieno di poteri, le eresie e le persecuzioni dei dissenzienti furono al centro dell'impegno delle gerarchie.

Di tutta questa storia tragica in questo numero di Concilium non c'è quasi traccia.

E’ ovvio che il teologo come me si stupisce dell'assenza delle opere di Catherine Nixey e delle loro ricerche come non ho trovato memoria delle opere di Hans Kung o delle pagine di Luigi Sandri nel suo ”Dire oggi il Dio di Gesù “, Edizioni Paoline.

Mancano i nomi di Luke Timothy Johonson e di Barbaglio per non citare i cento e più studiosi che ho citato nei miei libri. E com'è possibile che su questo punto in questo numero di Concilium manchi il confronto con il pensiero di David Hartman di Alberti Editore?

Sono lieto di aver letto questo fascicolo 1 di Concilium del 2025 e sono grato ai redattori teologi e teologhe che vi hanno lavorato quasi facendo della liquidazione di Ario e di tanti studiosi che difendono tutt'oggi la sua tesi di UN DIO SOLO, che è sarà mia fino alla morte ed è molto sostenuta in numerose comunità cristiane di base, in molti laici e studiosi di oggi a Torino, Pinerolo, Piossasco.

Grazie agli Autori e Autrici. Io resto più in sintonia con chi ricorda Ario e ritiene che Gesù non è affatto Dio e Dio ce n’è uno solo che le religioni chiamano con nomi diversi. In dialogo aperto e documentato con molti fratelli e sorelle dell'Islam e di un ebraismo veramente documentato, sono sempre più teologicamente convinto che DIO È UNO SOLO e che si possa affermare che Gesù non si è mai, storicamente è certo, definito Dio.

A questo ho dedicato almeno 7 libri e l’ho affermato sempre nelle predicazioni. C'è un Dio solo, molti sono i Suoi profeti, Gesù è per noi cristiani il profeta e maestro della strada, della nostra fede. Questo è il compito che gli ha assegnato Dio, il suo Dio è il nostro.

Don Franco Barbero, 27 Marzo 2025