domenica 30 novembre 2025

da Il Fatto Quotidiano del 20/11/2025

Ilva, operai in sciopero in tutte le fabbriche: “Il piano è la fine della siderurgia italiana”

di Marco Grasso


Scioperano gli operai dell’ex Ilva. Da Genova a Taranto, passando per Novi Ligure e Racconigi, i metalmeccanici rompono le trattative e nel capoluogo ligure bloccano le strade, annunciano l’occupazione della fabbrica e allestiscono bivacchi e tende. Al centro delle proteste c’è il nuovo piano annunciato al tavolo con il governo: 6 mila lavoratori in cassa integrazione a partire da marzo, 1500 più, che significherebbe il 50% degli attuali occupati.

“È la fine della siderurgia in Italia – sintetizza Armando Palombo, storico delegato della Fiom-cgil dell’ex Ilva di Cornigliano – Non c’è alcun rilancio, ma anzi, la chiusura di tutti gli stabilimenti del Nord. Per Genova significa mille posti di lavoro a rischio. Nel lungo periodo, anche Taranto è condannata, perché chiuderanno le cockerie. E noi non vogliamo affondare con Taranto”. Previsioni fosche condivise anche dai colleghi pugliesi: “L’ex Ilva chiuderà – conferma Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia – Questo è il vero piano del governo Meloni, altro che decarbonizzazione, ristrutturazione, riqualificazione. Nessuna prospettiva sul futuro. Hanno preso in giro azienda, città e lavoratori, ma alla fine hanno mostrato il loro vero volto, quello di chi senza bussola governa a vista, senza una politica industriale e di sviluppo, vendendo o svendendo i gioielli di Stato per finanziare ponte e armi”.

L’azienda è stata commissariata per i mancati investimenti di Arcelor Mittal. Il piano più recente prevedeva un rilancio con tre forni elettrici a Taranto e uno a Genova. Il cambio di rotta è stato annunciato martedì, dopo una gara per la vendita andata deserta: “Dal rilancio siamo passati alla chiusura, è un inedito – spiega Christian Venzano, segretario ligure della Fim Cisl – Per far cassa si è deciso che Taranto venderà il prodotto grezzo, senza farlo lavorare a Genova, che con 300 mila tonnellate annue prodotte, è già al minimo storico”. Agli operai che ieri notte hanno dormito in strada è arrivata la solidarietà di tutti i partiti d’opposizione, del governatore ligure Marco Bucci (su posizioni simili anche Alberto Cirio in Piemonte) e della sindaca Silvia Salis, che ha chiesto un incontro urgente al ministro Urso. Nel frattempo Genova rivive una mobilitazione operaia d’altri tempi. Ma Cornigliano in vent’anni è passata da 2500 a meno di mille metalmeccanici, un quarto dei quali in cassa integrazione e impegnati in lavori di pubblica utilità. Intanto la società perde milioni e corre verso il baratro.