da Domani del 18/12/2025
L’infinita tragedia di Gaza.
Un neonato ucciso dal gelo.
Il collasso di aiuti e sanità.
di Youssef Hassan Holgado
La scorsa settimana era successo a Rahaf Abu Jazar, morta a Gaza per assideramento a soli otto mesi di vita, ieri la stessa sorte è toccata a Mohammed Khalil Abu al-Khair. Mohammed era nato da appena due settimane, nel bel mezzo della tregua tra Hamas e Israele, prima di morire per una grave ipotermia. Nella Striscia la popolazione civile è in balia del maltempo e del gelo, ma quando non sono le condizioni meteorologiche a uccidere ci pensano di nuovo gli attacchi dell’esercito israeliano.
Ieri un colpo di mortaio vicino a Gaza City ha ucciso una persona e ne ha ferite altre undici.
Inverno estremo
A Gaza non ci sono servizi in grado di fornire protezione dal freddo e dalle alluvioni alla popolazione civile. E così, in pochi giorni, la Striscia è stata ridotta a un acquitrino, con la conseguenza anche della diffusione veloce delle malattie.
A favorire il disastro umanitario, secondo quanto riporta Al-Jazeera, è anche l'esercito israeliano che continua a limitare l'ingresso di nuove forniture e ripari. Gli aiuti entrati finora sono totalmente inadatti per l’inverno, e la maggior parte sono oramai da buttare. La situazione è collassata, e si vede anche dalle testimonianze pubblicate online e provenienti direttamente da Gaza.