da Il Fatto Quotidiano del 21/12/2025
L’intervista:
Tymofiy Mylovanov Ex ministro ucraino
“Per restituire tutto servirà privatizzare anche agli stranieri”
di Alessandro Parente
Tymofiy Mylovanov è un ex ministro dello Sviluppo economico, del Commercio e dell’Agricoltura dell’Ucraina. Dottorato alla University of Pennsylvania e presidente della Kyiv School of Economics.
Il governo ha speso tutto in difesa, gli altri settori ne hanno risentito?
Oltre la metà del bilancio va alla difesa, principalmente finanziato con le tasse perché gli altri paesi non vogliono partecipare al bilancio di guerra. Ma integrano molto con armi e addestramento. L’Ucraina deve funzionare per riscuotere le tasse e finanziare la guerra. La maggior parte del sostegno economico internazionale andrà a pensioni, istruzione e welfare.
Si tratta di sovvenzioni o prestiti?
Con gli Usa erano sovvenzioni, ora non più. Prima c’era il sostegno annuale dell’Ue, oltre a quello del Fmi, della Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie. Ora il supporto proviene principalmente dalla Ukraine Facility, fino al 2027.
Quindi ora l’Ucraina ha un debito enorme?
Sì, per questo il programma del Fmi ha dovuto interrompersi e rinnovarsi quest’anno, il debito ha superato il previsto.
E cosa deve fare l’Ucraina per colmare il debito?
Dovremo ripagarlo, ma si spera ci saranno compensazioni. Per mantenere una difesa adeguata servono miliardi, se non trilioni. Una parte potrebbe essere prestiti, ma un trilione sono tipo cinque Pil.
Le ferrovie impiegano oltre 400.000 persone. La metà il settore energetico. Questi settori sono a rischio?
C’è molta domanda di persone altamente qualificate nell’innovazione tecnologica in ambito militare, e poi c’è la questione di chi non ha questa formazione. Quindi penso che siano a rischio le persone, le ferrovie miglioreranno e riceveranno investimenti.
I settori energetico, ferroviario, sanitario o dell’istruzione, continueranno a essere di proprietà statale?
L’Ucraina non ha molta scelta se non liberalizzare, perché abbiamo bisogno di così tanti soldi per recuperare gli investimenti. Oltre a prestiti e sovvenzioni, si può pensare agli investimenti.
Ci sono aziende ucraine con la capacità di amministrare tutto questo?
Non credo, servono investitori stranieri, dagli Stati Uniti o dall’Ue, aziende private ovviamente.
Crede che questo sarà positivo per il Paese?
Dipende. Se le aziende saranno migliorate in modo efficiente e gli aspetti strategici mantenuti, sì.
Cioè una politica statale centralizzata parallelamente a una liberalizzazione?
Questo è un grosso problema, perché lo Stato continua a usare le imprese statali e le tratta in modo non professionale. Dobbiamo saper separare lo Stato dall’economia e abbiamo bisogno di un’economia forte per poter essere un Paese prospero, democratico e sovrano.
Se le imprese più grandi saranno di proprietà straniera, non pensa che questo influenzerà la democrazia e la sovranità?
Se c’è una governance adeguata e lo Stato fa ciò che deve fare, non credo. Ma se è uno Stato corrotto, queste aziende possono influenzare politicamente, con la corruzione o altro tipo di influenze i tribunali e le decisioni, i parlamentari o i membri del governo.
Sì, ma sarà anche importante creare un sistema di welfare se l’efficienza porterà disoccupazione.
State pensando al welfare, io sto pensando a formare lavoratori più efficienti. Non ci si può permettere di licenziare tutte queste persone. Qualcuno deve pagare le tasse. Bisogna creare posti di lavoro, e l’industria della difesa ne richiederà molti.
Quale futuro per gli sfollati interni?
Io credo nel concetto di “Startup Nation”. Le persone sono molto innovative, compresi gli anziani, o gli sfollati interni.