giovedì 15 gennaio 2026

da Il Fatto Quotidiano del 09/01/2026

Gaza, la propaganda corre sul web: Israele sponsorizza su Google e X il report anti-Msf

di Riccardo Antoniucci

Puntuale dopo ogni comunicato istituzionale, arriva la campagna di delegittimazione online. E ora anche Medici senza Frontiere è finita nel mirino, una settimana dopo che il governo di Gerusalemme ha lasciato scadere l’autorizzazione dell’organizzazione a operare a Gaza e in West Bank, e a qualche giorno dalla pubblicazione di un report accusatorio del ministero della Diaspora israeliano che accusa l’organizzazione di avere “stabili legami” con Hamas e la Jihad islamica, tanto da definirla “terroristi senza frontiere”. A partire dal 4 gennaio, chi ha cercato la parola “Msf ” unita a “Israele” o “Gaza” su Google, ha rischiato di imbattersi, come primo risultato nella striscia dei link sponsorizzati, in un sito di proprietà del ministero degli Esteri israeliano (govextra.gov.il) e nel report contro Msf. Dietro alla campagna c’è la Israeli Government Advertising Agency, gruppo di comunicazione controllato dai ministri degli Esteri e della Diaspora, e voluto dal governo Netanyahu per contrastare l’ondata di indignazione internazionale scatenata dalle immagini del massacro dei palestinesi di Gaza. Il primo bersaglio della campagna è stata l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, l’Unrwa, a lungo accusata di connivenza con Hamas da Gerusalemme, finché una legge alla Knesset non l’ha dichiarata illegale nel Paese e i suoi uffici sono stati chiusi con la forza. Allora, sui media di mezzo mondo comparvero banner pubblicitari con il logo Unrwa vicino a una sagoma di un miliziano di Hamas bardato. Negli ultimi due anni sono stati oggetto di campagne simili anche Greta Thunberg, la relatrice speciale Onu Francesca Albanese, la Fao (per la sua classificazione delle carestie Ipc), e i media che hanno pubblicato le immagini di gazawi malnutriti. Come quella contro le agenzie Onu, anche la campagna che accusa Msf di fiancheggiare il terrorismo è in contrasto con ogni tipo di consenso internazionale attorno a queste istituzioni. Tuttavia sulla piattaforma Google l’annuncio contro Msf risulta “verificato” e attivo, con ultima visualizzazione l’8 gennaio. Tra il 2023 e il 2024 il governo israeliano ha speso 45 milioni di dollari in pubblicità online su Google, Youtube, Meta e X. L’israel Government Advertising Agency invece ha investito 220 milioni in annunci sponsorizzati: 50 solo per negare la carestia a Gaza.