sabato 17 gennaio 2026

da Il Fatto Quotidiano del 10/01/2026

Morti sul lavoro. Ecco un’iniziativa necessaria e possibile in agricoltura.

di Andrea Borio - Presidente di FederAcma

Desidero ringraziare pubblicamente Carlo Soricelli per il lavoro instancabile che porta avanti da oltre 18 anni con l’osservatorio Indipendente di Bologna. Condivido ogni parola della sua denuncia pubblicata in questa rubrica il 5 gennaio scorso. Le morti sul lavoro non sono mai fatalità, tanto meno in agricoltura. Ogni anno, in media, oltre 140 agricoltori italiani perdono la vita schiacciati dal proprio trattore.

In Italia circolano più di due milioni di macchine agricole, con un’età media che supera i 25 anni. Oltre un milione e duecentomila trattori sono sprovvisti delle dotazioni minime di sicurezza. E i ribaltamenti continuano a mietere vittime ogni settimana, provocando non solo decessi, ma anche centinaia di invalidità permanenti. Eppure, una soluzione già esiste. È stata approvata nel 2015 con un decreto interministeriale, ma non è mai diventata realtà. Si tratta dell’introduzione della revisione obbligatoria per i mezzi agricoli, uno strumento previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (D.lgs. 81/08) che, se attuato, salverebbe decine e decine di vite ogni anno. Come Federacma, rinnoviamo l’appello per l’attuazione immediata di questa misura. Ma non ci limitiamo a chiedere controlli: la nostra proposta guarda anche al futuro, con l’obiettivo di favorire concretamente il rinnovamento e la messa a norma del parco macchine circolante, oggi in larga parte obsoleto. Lo abbiamo ribadito anche in occasione del convegno “Le morti bianche in agricoltura” organizzato alla Camera dei deputati: serve una strategia nazionale che unisca

sicurezza, modernizzazione e sostenibilità. Negli ultimi mesi, dopo anni di immobilismo, si è finalmente registrato un primo segnale positivo da parte delle istituzioni. Grazie a uno stanziamento di 10 milioni di euro da parte dell’Inail, sono stati attivati bandi per supportare gli agricoltori nell’adeguamento dei trattori più vecchi, con contributi fino a 2.000 euro per mezzo. È un passo importante, ma ancora insufficiente. Il decreto attuativo è pronto dal 2021. Serve solo la firma. L’avvio di una revisione graduale, partendo dai mezzi più pericolosi, può essere accompagnato da incentivi Ismea, bandi Inail, formazione per le officine e premialità per chi investe in sicurezza. È tempo di cambiare mentalità. Perché un morto in un altoforno viene considerato una morte sul lavoro, mentre un morto in agricoltura viene ancora chiamato “disgrazia”. E invece non è una disgrazia.