da Il Fatto Quotidiano del 12/01/2026
Intervista a Bellavia: la Rai contro Report, però Ranucci resiste
di Gianluca Roselli
Un tentativo di censura bello e buono, ai danni di Report, che riguarda ancora il consulente del programma su bilanci e finanza, Gian Gaetano Bellavia. La denuncia arriva dal comitato di redazione dell’approfondimento Rai e riguarda un episodio accaduto in vista della puntata andata in onda ieri sera. Dove nel finale, nel promo che annuncia i servizi principali della prossima puntata (quella di domenica 18 gennaio), si vede uno spezzone in cui Bellavia parla all’interno di un servizio di inchiesta sul mondo della moda a Milano.
Ma è proprio questo piccolo intervento ad aver fatto drizzare i capelli ai vertici Rai. Che, tramite il direttore dell’approfondimento Paolo Corsini, per questioni di “opportunità” legate agli ultimi sviluppi e alle polemiche che hanno riguardato il consulente, chiedono a Sigfrido Ranucci di togliere Bellavia dal promo. Ranucci si rifiuta e la coda della puntata di ieri sera non è cambiata: la parte con Bellavia va regolarmente in onda. La Rai a quel punto non può che prenderne atto, avvertendo però il conduttore che la sua scelta di non modificare il finale sarà portata davanti alle direzioni aziendali di competenza, che si può ipotizzare siano il Cda e il consiglio di disciplina. Ora, dunque, il giornalista rischia una sanzione disciplinare da parte dell’azienda. Insomma, i tempi della solidarietà al giornalista per l’attentato subìto nell’ottobre scorso sembrano già lontanissimi e si è tornati a rapporti assai tesi del recente passato. E del resto a Report non sembrano assolutamente intenzionati a rinunciare alla consulenza di Bellavia nelle inchieste.
SULLA QUESTIONE
ieri è intervenuto il comitato di redazione dell’approfondimento Rai. “Esprimiamo forte preoccupazione per quanto segnalato dalla redazione di Report relativamente alla libertà di scelta dei contenuti da mandare in onda”, si legge in un comunicato. Che poi prosegue: “La vicenda Bellavia, con accuse mosse da un preciso soggetto politico i cui contorni non appaiono affatto scontati, e la conseguente richiesta di ‘prudenza’ al programma, che si tradurrebbe in una censura preventiva di fatto, equivale a chiedere a quel programma di abdicare al proprio ruolo nell’informazione: si chiede a Report di non essere più Report”. Infine, si conclude chiedendo “al direttore Corsini di difendere il lavoro della redazione di Report da qualsiasi pressione su servizi o parti di servizio da mandare in onda”.
IL CASO S’INNESTA nella polemica che va avanti da giorni sui file rubati al consulente di Report, che nel corso della sua carriera ha lavorato per molte procure. Caso su cui è saltato sopra il centrodestra, con interrogazioni in commissione di Vigilanza (di Maurizio Gasparri) e in Antimafia e con la proposta di Daniele Capezzone dalle pagine del Tempo di istituire una commissione d’inchiesta sul
Lo scontro Il giornalista deferito davanti alle direzioni aziendali per aver fatto muro. Ora rischia la sanzione disciplinare
dossieraggio, cavalcata in queste ore da diversi esponenti del centrodestra. Ma anche con una vera e propria campagna contro Report da parte del Giornale diretto da Tommaso Cerno. E qui l’interrogazione in Vigilanza arriva invece dai 5 Stelle, che chiedono ai vertici della tv pubblica come sia possibile che un giornalista che lavora per la Rai (Cerno cura uno spazio di approfondimento all’interno di Domenica In) si renda protagonista di una campagna contro un altro programma della stessa Rai, tra l’altro la trasmissione di punta del giornalismo d’inchiesta della tv pubblica.