martedì 6 gennaio 2026

da Il Fatto Quotidiano del 24/12/2025

Crosetto: “1,1 mld per la Difesa non bastano, più spesa nel ’26”

di Giacomo Salvini


Nel 2026 l’aumento dei fondi per la Difesa sarà di 1,1 miliardi di euro arrivando a una spesa totale di 32,39 miliardi, ma non bastano: l’Italia è “ancora lontana” dal raggiungimento degli obiettivi di spesa imposti dalla Nato al vertice dell’Aja di giugno, la crescita non è “coerente” ai programmi di riarmo indicati a ottobre dal ministero della Difesa e il quadro generale certifica “un perimetro finanziario non adeguato” al raggiungimento dei target per l’esercito.

A scriverlo non è un esponente dell’opposizione, ma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che nella nota aggiuntiva sullo stato di previsione della Difesa del 2026, spiega che l’aumento delle spese militari di quest’anno non è sufficiente e che l’anno prossimo servirà fare di più per rispettare i target internazionali e la sicurezza italiana.

La nota – un documento di 50 pagine che Il Fatto ha letto – è stata inviata il 19 dicembre a Palazzo Madama e contiene, indirettamente, anche una risposta alla Lega di Matteo Salvini che negli ultimi giorni ha più volte ribadito di essere contro il riarmo se non per le esigenze di sicurezza nazionale interna.

IL DOSSIER mette in fila, con numeri e tabelle, le spese del 2026 del ministero della Difesa. L’anno prossimo i fondi aumenteranno di 1,1 miliardi (il 3,5% in più rispetto al 2025) arrivando a 32,4 miliardi. La crescita è stata continua: nel 2021, secondo la tabella a pagina 38, era di 24,6 miliardi, poi 26 nel 2022, 27,7 nel 2023, 29,1 nel 2021, 31 nel 2023 fino al dato attuale. Nel 2026, i nuovi 1,1 miliardi provengono da funzioni della Difesa in senso stretto (836 milioni), 169 per la Sicurezza del territorio, 28 per funzioni esterne e 67 per le pensioni.

Crescita inferiore agli anni scorsi e non sufficiente per Crosetto, per le esigenze attuali della Difesa. Il ministro di Fratelli d’Italia, infatti, nell’introduzione scrive che “nonostante l’andamento positivo, il rapporto tra spesa per la Difesa e prodotto interno lordo si mantiene ancora distante dai livelli necessari per il raggiungimento dell’obiettivo del 5% entro il 2035, come definito nel Vertice de L’Aja che individua nel 3,5% la quota destinata alla difesa core, in un’ottica sostenibile e capacity driven”. Dunque i livelli attuali “non risultano coerenti” con la crescita e il potenziamento di difesa indicati nel documento programmatico e un perimetro “non adeguato” ai target. Dal prossimo anno, che sarà l’ultimo prima delle elezioni politiche del 2027, il ministro della Difesa chiede di aumentare gli investimenti. A partire dal programma europeo Safe da 15 miliardi. L’aumento della spesa dovrà avvenire in primavera con il Def, presumibilmente per una quota dello 0,15% del Pil (cioè circa 3 miliardi). “Tali valutazioni – continua Crosetto – si inseriscono anche alla luce dell’impegno assunto dal governo a sottoporre al Parlamento, presumibilmente all’inizio del prossimo esercizio finanziario, la descrizione della pianificazione della spesa militare aggiuntiva”. Una sfida a Salvini visto che l’aumento della spesa, dunque, dovrà passare da un voto delle Camere. Inoltre, tra gli obiettivi del 2026 della Difesa, oltre a rispettare i vincoli Nato e investire nella cybersicurezza, torna anche l’idea di una riserva militare: si tratterebbe, conclude, di “promuovere l’istituzione di una ‘riserva operativa”’ costituita da un contingente di personale volontario di pronto impiego, sia in territorio nazionale sia all’estero, in casi di particolari necessità, aggiuntivo rispetto alle dotazioni effettive degli organici delle tre Forze armate”. Critici i capigruppo delle commissioni Difesa del M5S Bruno Marton e Arnaldo Lomuti: “Servono più fondi? Sì, per rispettare i folli impegni della Nato, non certo a un Paese che vede aumentare le spese militari mentre quella sanitaria è ferma al palo”.