da Il Fatto Quotidiano del 29/12/2025
Quando un vescovo cita Maria contro le donne (Ma a salvarci è la grazia)
di Veronica Gentili
SPERIAMO CHE MARIA NON ABBIA SENTITO. Il dibattito contemporaneo ci ha insegnato che tutto può essere piegato a proprio uso e consumo, che non solo i dati ma anche i concetti possono essere plasmati e contraffatti a seconda delle esigenze, e che non esiste verità che non possa essere aggiustata o sistemata in base all'occorrenza del momento.
L'ultima frontiera della manipolazione prevede addirittura un upgrade: anche i testi sacri e le credenze religiose possono essere arrangiati a seconda di ciò che si vuole sostenere. Intendiamoci, le forzature interpretative e le letture arbitrarie dei testi sacri sono un grande classico della Storia, ma l'omelia prêt-à-porter con comizietto politico incluso, in cui si usano i personaggi del Vangelo per dire alle donne di darsi una regolata, è davvero il degno frutto dei nostri tempi. Durante una celebrazione nella cattedrale di Conversano, Monsignor Giuseppe Laterza, nunzio apostolico in Repubblica Centrafricana e Ciad, tra un “Confesso” e un “Padre Nostro” se n'è uscito così: “Maria è veramente libera. Libera perché sa obbedire. Maria è la donna veramente più libera del mondo, dovremmo dirlo a qualche femminista. Maria è la donna più libera del mondo perché ha saputo obbedire”. Ora, tirare per la giacchetta - anzi per la tunica- Maria, cercando di utilizzarla come testimonial della cultura patriarcale, è quantomeno un'operazione azzardata, ma quello che è peggio è che facendo passare le scelte e il coraggio di Maria come prove di obbedienza, si finisce per cancellare l'elemento centrale delle Scritture e dell'intera vita della Madonna: la fede. Che Monsignor Laterza fosse talmente desideroso di sgridare le donne, per la loro voglia di autodeterminarsi ed interrompere secoli di dominio maschile subito in silenzio, da dimenticarsi di mettere al centro la fede, beh la dice lunga. Non solo sull'infelice omelia, ma anche su quanto - ad una grossa fetta di Paese - la parità di genere resti ancora pesantemente sullo stomaco. Checché se ne dica.