Questo è il canone per la celebrazione di domani, con una riflessione di Walter Primo.
La celebrazione inizierà alle ore 10:00.
Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.
Il link per collegarsi è:
meet.google.com/ehv-oyaj-iue
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EUCARESTIA dell’11 gennaio 2026
(questo canone è stato tratto da
P. Saluto all’assemblea
G. Come sei bello, o Padre. Tu sai sempre stupirci anche nelle piccole cose. Come sei dolce, o Madre. Tu non perdi la speranza che tutti e tutte noi, un giorno o l’altro, impariamo a volerci bene.
T. Tu speri sempre che le nostre mani divengano "piccole colonne" per poter sostenere anche le pene altrui.
Grazie per la fiducia che riponi in noi
LETTURE BIBLICHE
Luca 11, 9-13
9 Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 11 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».
Giobbe 1, 1-5
1 C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. 2 Gli erano nati sette figli e tre figlie; 3 possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente.
4 Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. 5 Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: «Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore». Così faceva Giobbe ogni volta.
PREDICAZIONE (a cura di Walter Primo)
Dopo le letture bibliche che abbiamo condiviso durante le nostre ultime “celebrazioni”, credo possa esser utile cercare una sintesi, seppur non analitica né sistematica.
Abbiamo cercato di focalizzare la nostra attenzione su diversi accessi alla preghiera, come pure su diversi tipi di ricerca del rapporto col divino.
Abbiamo osservato che tanto l’antico testamento, quanto il nuovo intrecciano diversi tipi di preghiera.
Abbiamo visto che Dio è fedele alle sue promesse piuttosto che alle nostre richieste.
Siamo costantemente invitati a ricercare i termini della promessa allusa nei racconti della “Genesi” e dell’”Esodo”, che in filigrana ritornano nei Vangeli.
Dio è fedele alle sue “promesse”, ben distinte dai nostri desideri: cioè ben di rado le nostre preghiere riescono a seguire ciò che rivela la scrittura.
O meglio ancora l’invito a scoprire la fratellanza tra gli uomini è oggi più che mai da scoprire prima che da realizzare.
Oggi sembra che il desiderio di sopraffazione e violenza sia dominante nel mondo: siamo ben lontani dall’orizzonte delineato nello stralcio del libro di Giobbe, come pure dalla fede in un padre buono… eppure dobbiamo conservare questo anelito, questa fede nella possibilità di poter contribuire alla realizzazione di tutto ciò nel nostro vivere.
Non possiamo delegare ad altri ciò che a noi è stato rivelato da Gesù con i suoi racconti, dalla sapienza biblica prima della sua rivelazione.
Per riuscire a rendere agibili questi percorsi non possiamo far altro che riscoprire, anzi rinnovare, la qualità della preghiera che troppo spesso si riduce a formulario, o a soliloquio.
Proprio per seguire l’insegnamento del profeta nazareno dobbiamo costantemente saper rendere più autentica la nostra preghiera: attualizzando i salmi biblici, sforzandoci di dare spessore alle tante formule da cui non sappiamo staccarci.
Mi permetto di augurarci che questo nuovo anno sappia incontrarci sul cammino di una ricerca di approfondimento della nostra ricerca di preghiera.
INTERVENTI LIBERI
1. O Dio accogliente e perseverante, Padre e Madre di ogni dono,
Ti benediciamo con tutto il cuore perché ci rendi oggi, qui, un cuore solo ed un’anima sola.
2. Ti benediciamo perché in questa comunità, anche oggi, la Tua Parola condivisa ed il pane spezzato illuminano il cammino della nostra quotidiana esistenza. Accresci in noi il desiderio della vita comunitaria,
la gioia di portare gli uni i pesi degli altri, la fiducia di poter chiedere e ricevere senza calcolo e con semplicità.
T. Benediciamo Dio, Egli è buono; eterno è il Suo amore per noi.
1. O Dio, fedele e solidale, Padre e Madre di ogni dono,
Ti benediciamo ad altissima voce perché non Ti stanchi di invitarci ad una vita sobria.
2. Ti confessiamo che, come l’uomo ricco del Vangelo, ogni tanto chiudiamo il portafoglio e la banca del nostro tempo.
Com’è bello, invece, realizzare insieme l’invito che Tu ci fai quando parli a Tobia: “E’ meglio compiere opere di misericordia, che mettere da parte oro e tesori” (Tobia 12,8).
1. Ogni giorno, alla nostra porta, si affaccia chi, nel Tuo nome, ci chiede conto della sua povertà e delle sue sofferenze, del perché spezziamo il pane e chiudiamo la borsa, del perché leggiamo la Tua Parola e non abbiamo tempo per lui/lei.
T. Benediciamo Dio, Egli è buono; eterno è il Suo amore per noi.
2. Con cuore fiducioso gridiamo forte a Te, Spirito ardente di Dio: convertici ad una vita sobria, alla piena disponibilità dei beni materiali ed intellettuali per tutti e tutte, al dono prezioso del tempo.
1. Riceveremo in cambio, allora, in questa vita, cento volte di più: “Amore, gioia, pace, comprensione, cordialità, bontà, fedeltà, mansuetudine, dominio di sé” (Galati 5,22).
2. “Un sole e uno scudo Tu sei, mio Dio, mi circondi di bontà e tenerezza, mi colmi di beni nel corso degli anni, mi fai giovane come l’aquila in volo. In Te ho fiducia e non temerò nulla”.
T. Benediciamo Dio, Egli è buono; eterno è il Suo amore per noi.
G. O Dio, rendi contagiosa la gioia che ci hai messo nel cuore: fa’ che si rifletta e risplenda come una luce, in modo da spazzare via le incertezze e le paure. La nostra gioia nasce da Te e perciò non può spegnersi. Ma la gioia nasce anche dal renderci conto che possiamo essere Tue amiche e Tuoi amici e che Tu ci starai vicino quando cercheremo di costruire un mondo più lieto, senza guerre, senza odio, senza ingiustizie, un mondo di sorelle e fratelli.
T. Fa’ che sappiamo esser grati/e dell’abbondanza della nostra vita, che ci è stata data prima ancora che potessimo chiederla. Rendici responsabili nei confronti delle donne e degli uomini meno fortunati di noi.
Papà e Mamma di tutte le donne e di tutti gli uomini, dacci un cuore semplice e forte, che sappia apprezzare la grandezza delle Tue opere e lottare contro le ingiustizie.
MEMORIA DELLA CENA DI GESU’ (dalla Didaché)
T. Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la santa vite di David Tuo servo che ci hai fatto svelare da Gesù Cristo Tuo servo.
A Te sia gloria nei secoli. Amen. Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la vita e per la conoscenza che ci hai fatto svelare da Gesù Cristo Tuo servo.
A Te sia gloria nei secoli. Amen. Come questo pane spezzato era sparso sui colli e raccolto è diventato una cosa sola, così si raccolga la Tua chiesa dai confini della terra nel Tuo regno: perché Tua è la gloria e la potenza per mezzo di Gesù Cristo nei secoli. Amen.
PREGHIERA DI CONDIVISIONE E COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
BENEDIZIONE FINALE
1. Ti benedico Padre, quando al mattino apro la finestra e mi lascio avvolgere dai profumi e dai rumori del bosco: guardo le montagne e mi commuovo!
2. Ti benedico Madre, perché dalle Tue viscere feconde sgorgano mille rivoli di acqua che scorrono freschi e allegri.
1. Ti benedico per il saluto ed il sorriso che mi rivolgono tanti sconosciuti, quando ci incontriamo sui sentieri o nei piccoli borghi.
2. Grazie, Signore, per il silenzio di cui, in questi giorni di vacanza, posso godere; ed anche perché, nonostante preoccupazioni per ciò che di incompiuto è rimasto a casa, è uno spazio in cui mi ritrovo e Ti trovo!
P. Fratelli e sorelle, custodiamo nei giorni della settimana la fiamma che Dio ha acceso in noi e alimentiamola con l’olio della Sua Parola.
“Preghiere eucaristiche”, vol.2, pp.19-22)