venerdì 9 gennaio 2026

da Volere la Luna del 07/01/2026

Venezuela: come il Cile nel 1973

di Nadia Urbinati


Mentre il mondo si trastulla con gli auguri per il nuovo anno, il leader del mondo libero, quello che secondo chi governa l’Italia esprime al meglio i valori occidentali, bombarda il Venezuela. Arrivano notizie drammatiche da Caracas. Il Pentagono interpellato dai giornalisti non dice, e rinvia alla Casa Bianca. Sì, il presidente ha ordinato l’attacco. In una breve intervista telefonica con il New York Times dopo l’annuncio, Trump ha celebrato il successo della missione per catturare Nicólas Maduro. «Ottima pianificazione, ottimi soldati e ottime persone» – ha detto –. «È stata un’operazione brillante, in realtà», ha aggiunto. Ora si sa che Maduro e sua moglie sono stati catturati e portati nella prigione di Brooklyn.

La pirateria diventa la politica del presidente Usa. La tenaglia attorno al Venezuela era cominciata ad agosto. Proprio quando Trump cambiò nome al Dipartimento della Difesa, diventato Dipartimento della Guerra. Ha in sostanza dichiarato che il suo paese è in guerra con il mondo, con tutti coloro (soprattutto Stati singoli piccolo-medi) che hanno cose che lui vorrebbe avere o fanno politiche economiche che a lui non piacciono o non convengono. In tutto questo i cittadini americani non ci guadagneranno proprio nulla. A guadagnarci sarà quella piccolissima fascia dei più ricchi e potenti che, nel caso venezuelano, sono i proprietari e i grandi azionisti delle aziende estrattive e delle raffinerie di petrolio. Il presidente fa della pirateria la sua politica. E nonostante sieda nel Consiglio di sicurezza dell’Onu è il principe dell’insicurezza globale. Oggi gli Stati Uniti sono in guerra con il centro-America. Il bombardamento di Caracas vuole essere anche un’intimidazione, con lo scopo di intimorire e assoggettare i governi dei paesi di quella regione. Cacciato Nicólas Maduro, non sappiamo chi si insedierà al governo, sappiamo solo che il Venezuela sarà, per il momento, “guidato” dagli Stati Uniti. Trump può dire, e già lo sta facendo, di aiutare la pace e la libertà! Come con il Cile nel 1973. Certo, in Cile vi era un governo legittimo, frutto di libere elezioni. In Venezuela la situazione politica non è democratica. Ma l’attacco degli States non è per questo meno radicale e più giustificato. Gli Stati Uniti hanno fatto saltare diversi governi e regimi. Ricordiamo il colpo di stato in Grecia o l’imposizione del regime dello Scia di Persia, o il bombardamento di Bagdad e l’uccisione di Sadam Hussein, o l’attacco alla Libia (con il sostegno francese) e l’assassinio di Muammar Gaddafi. Non è quindi la prima volta. Né Trump è il primo presidente USA a ordinare attacchi a paesi da sottomettere o da domare.

Ma questo attacco a Caracas è particolarmente subdolo. Le violazioni americane delle acque territoriali venezuelane, gli attacchi alle imbarcazioni civili e commerciali erano iniziate da mesi, inducendo una Corte a ricordare al Presidente che le azioni militari devono sottostare alla decisione del Congresso. E Trump ha tuonato che stava difendendo la salute degli americani dai narcotrafficanti, sapendo bene che questi provengono dalla Colombia, non dal Venezuela. Come la favola di Esopo nella quale il lupo dice all’agnello che gli intorbidisce l’acqua. E siccome non è vero, come non è vero che il Venezuela produce e traffica oppiacei, il Presidente decide di bombardare per riportare ordine in Venezuela… e per rendere i ricchi giacimenti petroliferi siti nelle acque venezuelane disponibili alle corporation americane senza sforzo.

Il 2026 è cominciato all’insegna della violenza non della guerra, della pirateria e della sepoltura del diritto internazionale. Le macerie che questa Amministrazione ha accumulato in questo primo anno di governo sono state tante, mandando al macero quella cornice di diritto che oggi resta al massimo il tema di film, non proprio belli ma che fanno cassa. Norimberga vende. Il paese che volle quel processo, che volle vincere non solo sul campo di battaglia ma con il diritto, oggi ha un governo che rinnega tutto questo. Trump rinnega Norimberga e quell’impegno coraggioso di rendere il mondo un luogo più sicuro e civile. Fine della storia. Caracas sotto le bombe sancisce (anche se non inaugura) un tempo nuovo e terribile. Nessuno è oggi sicuro: nessuno Stato e, soprattutto, nessuna persona.