venerdì 20 febbraio 2026

da Internazionale del 06/02/2026

Gli iraniani si preparano al peggio

di Middle East Eye, Regno Unito


Il 30 gennaio al calare della sera una nervosa sensazione di angoscia si è impadronita degli iraniani nel paese e all’estero per le voci di un imminente attacco militare statunitense.

“Ho aspettato tutta la notte che colpissero. Non sono riuscito a dormire fino al mattino. Mi svegliavo tendendo l’orecchio per sentire il suono di eventuali esplosioni. Vediamo cosa succederà stasera”, dice Milad, ingegnere di 43 anni che vive a Teheran (i nomi in questo articolo sono stati modificati per ragioni di sicurezza).

Shohreh, 68 anni, ogni mattina va al parco vicino a casa, nella parte orientale della città, per fare ginnastica in gruppo. Quando è rientrata la mattina del 31 gennaio ha osservato: “Oggi tutte le mie amiche dicevano che ci colpiranno stanotte”. Per Shohreh, che si oppone a un intervento straniero in Iran, le persone sembrano impazzite: “Pensano che se gli Stati Uniti colpiranno, tutto andrà per il meglio. Hanno perso ogni speranza a causa dei massacri commessi dalla Repubblica islamica. Non sanno più distinguere cosa è nel loro interesse e cosa è contro”.

Nell’ultima settimana, mentre Washington rilanciava le sue minacce all’Iran, la prospettiva di un conflitto è diventata concreta e attuale per gli iraniani. Le manovre di una vasta flotta militare statunitense in Medio Oriente, oltre ad aver aperto la strada a nuovi contratti multimiliardari per la vendita di armi con l’Arabia Saudita.