da Rocca di dicembre 2025
Analfabetismo contemporaneo
di Marco Gallizioli
In Langueur, una delle più celebri liriche di Paul Verlaine, il poeta si paragonava all’Impero romano del V secolo, ossia a un tempo prossimo al crollo definitivo, sulla spinta delle imminenti invasioni barbariche, affermando: <<Je suis l'Empire à la fin de la décadance>>. L’autore, alla fine dell’Ottocento, mostrava già di possedere la piena consapevolezza di star vivendo un tempo di decadenza, un periodo in cui ciò che si conosce è destinato a trasformarsi definitivamente. La coscienza della crisi di un certo mondo tradizionale occidentale, dunque, ha radici profonde ed era già stata intuita da alcuni intellettuali ottocenteschi con largo anticipo rispetto alla contemporaneità. E’ innegabile, infatti, che i processi industriali e tecnologici, i nuovi mezzi di trasporto, la comunicazione di massa, la prima globalizzazione, la centralità del sistema finanziario e le politiche coloniali e imperialiste del XIX secolo abbiano creato una frattura nella modernità, tra tradizione e novità. Il XX secolo ha reso ancora più radicali queste trasformazioni, accelerando i sistemi di cambiamento e creando le condizioni di un sistema culturale basato sulla frenesia, come ha sostenuto Walter Benjamin, in un celebre saggio sull’opera di Charles Baudelaire, in cui sosteneva che il poeta francese avesse intuito, per primo, il senso della “fine dell’esperienza”.
Il terzo millennio, poi, ha innervato un’ulteriore sferzata al ritmo dei cambiamenti, consegnandosi al ritmo forsennato degli aggiornamenti dettato dalle tecnologie informatiche. In qualche misura, molte persone, oggi, hanno la sensazione che il mondo venga loro incontro con una velocità impressionante e avvertono un senso di smarrimento che li fa sentire come sbalzati fuori dalle proprie esistenze. A tanti pare che, se ci si distrae anche per poco tempo dall'aggiornamento, si finisca con il ritrovarsi quasi spaesati e balbuzienti, sperimentando una sorta di incapacità di vivere molto simile a quella avvertita dalla massa popolare analfabeta agli albori della società di massa.
Nuovi analfabetismi
Certo, oggi tutti sappiamo leggere e scrivere e, dunque, possediamo in linea teorica gli strumenti per riuscire a decodificare il mondo e la sua intricatezza. Ma, a ben vedere, questi mezzi si rivelano spesso inadeguati e, in ogni caso, incapaci di contenere l'ansia che la vorticosità dei cambiamenti genera nei sistemi culturali e negli individui. Nonostante si posseggono le competenze per attraversare l'ignoto, l'ignoto continua spaventare, al punto che ci si avverte paradossalmente quasi incapaci di leggere l'esistente perché analfabeti. Le forme di questo analfabetismo contemporaneo sono molteplici, ma se volessimo categorizzarle, se ne potrebbero individuare almeno tre: un analfabetismo linguistico, un analfabetismo funzionale e un analfabetismo tecnologico.