da Tempi di Fraternità di dicembre 2025
In ricordo di Elio Taretto
Come mai, come si fa a dire che il Natale è la festa della pace? E quando, in tutta la storia dell'umanità, da Cristo in poi, si può dire che il mondo è vissuto in pace grazie alla presenza dei cristiani nella storia? Forse perché anche questo Natale si è costretti a trascorrerlo sull'orlo di una guerra micidiale, ben organizzata, ancora una volta, da tutte le potenze cristiane occidentali contro il “mostro” musulmano; forse sarà per questo che balza più evidente agli occhi, tutto questo movimento attorno alla nascita di Gesù Cristo, palestinese anche lui e perseguitato fino al patibolo, così come sta avvenendo per i suoi conterranei ancora ai nostri giorni.
Natale è tempo di penitenza e di conversione. La Sua non è la pace delle persone tranquille, infantili o svanite. La Sua è una pace esigente, impegnativa, che va ricercata e costruita faticosamente ogni giorno, attraverso la durezza di un cammino di condivisione e spesso di incomprensione, che ci porta fuori dai nostri ghetti, tra coloro che hanno ancora fame e sete di giustizia, e non si lasciano abbindolare dalle ninnananne imbonitrici.
Tratto da: Dove è nato il principe della pace? - dicembre 1990