I giovani stanno male. E non per le solite crisi esistenziali, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, il consumismo, si aggira tra loro. Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più cosa fare, solo il mercato si interessa di loro per condurli sulle vie del divertimento e del CONSUMO, dove ciò che si consuma non sono soltanto gli oggetti che di anno in anno diventano obsoleti, ma la loro stessa vita. In una società opulenta come la nostra, l'identità di ciascuno è sempre più consegnata agli oggetti che possiede. Il consumo allora diventa «consumo forzato» e chi non consuma viene escluso. Perché il consumismo è dannoso? Perché crea in noi una mentalità a tal punto nichilista da farci ritenere che solo adottando il principio del consumo possiamo garantirci identità, libertà e benessere. (...) Bisogna invece educare i giovani a essere se stessi, assolutamente se stessi. A dare valore non alle cose ma alle persone. A ricercare esperienze da vivere e non oggetti da possedere. Questa è la vera forza. La vera ricchezza.
Umberto Galimberti
TODOS TODOS TODOS
Antonio SPADARO
Papa Francesco non ha aperto, ma spalancato le porte della Chiesa a todos, todos, todos. Non perché la gente restasse dentro, come lui più volte ha detto, ma perché il Signore fosse in grado di uscire, andando per strada. E la strada [...] per Bergoglio è stata sempre accidentata. Non ha mai contemplato strade appianate. Per lui meglio cadere e pure ferirsi piuttosto che starsene fermi al riparo a balconear, a guardare la vita dal balcone.
In questo senso ha sempre avuto una visione “apostolica” e non semplicemente "pastorale”.
[...] Per questo ha predicato una Chiesa inclusiva; per questo si è estroflesso comunicativamente con giornalisti di testate laiche più che con quelle religiose; per questo ha desiderato parlare con chiunque, anche con persone e leader che altri hanno sempre tenuto distanti.
da QUALEVITA del febbraio '26