venerdì 6 febbraio 2026

Una mia opinione

di don Franco Barbero


Credo, mentre le armi e i progetti imperialisti, alludo specialmente a Netanyahu e al Presidente degli Stati Uniti, uccidono a migliaia, molti cristiani pregano e sperano in una svolta della Casa Bianca. Tutto ciò in un contesto di fiducia in Dio e nel futuro del mondo. Credo tanto positiva la loro scelta. Io ho un'opinione diversa. Sperare nei dittatori e nei tiranni è un’illusione. Le chiese a riguardo mettono parole, montagne di parole buone che penso corrono il rischio del buonismo e di rassegnarsi al presente, sia pure con preghiere e parole che aprono ad una speranza. Altre volte lasciare tutto a Dio, può diventare rassegnazione alla situazione presente. Penso, invece, che le Chiese dovrebbero vivere un periodo di aperta ribellione dichiarando fuori della fede in Dio e fuori dalle varie forme di cristianesimo, pronunciando una radicale “scomunica” nella comunità popolare ai citati dittatori. La scomunica dei dittatori è il primo passo. Io penso che queste esitazioni delle Chiese cristiane sulla questione della politica guerrafondaia dimostrano quanto sia necessario rileggere il Libro di Giuditta (edizione integrale ebraica) e incoraggiare chi cerchi di destituire i tiranni, con lo spirito del Vangelo, tiranni che uccidono e massacrano milioni di persone. Io appartengo al gruppo delle tantissime persone che lottano e sperano nel coraggio di uomini e donne ispirate dal Vangelo e dalla fede nel Dio dei poveri, persone capaci di tradurre in atti concreti e radicali l’urgenza di impedire ai tiranni di continuare i loro progetti di morte. Anche se la nostra lotta è spesso fallimentare, e i tentativi che facciamo sono poca cosa, ciò ci dimostra come oggi sia necessario affermare concretamente con coraggio e attivamente il nostro NO alla volontà di potenza dei tiranni. Oggi è necessario non confondere la bontà e il Vangelo con buonismo e rassegnazione. 

Tutta l’organizzazione dei nostri tentativi falliti è stata sostenuta anche da credenti ebrei veri e affascinati, come me, da figure bibliche come Giuditta, in piena sintonia di umanità e di fede nel Dio di Abramo e di Gesù.

Anche nella mia comunità di base, a volte, non vengono prese sul serio le iniziative che abbiamo prese per mettere fine alla dittatura dei tiranni oggi presenti. Anche su questo blog non hanno avuto un giusto spazio e riconoscimento. Nulla di grave, le opinioni sono davvero diverse e quelle che non condivido le prendo ancora più sul serio. E non sarà il tiranno, con la sua piena responsabilità delle migliaia e migliaia di morti a dividere le persone che, pur con idee e scelte diverse, restano fratelli e sorelle preziosi e a me  tanto cari.


Mi auguro e spero che le mie parole e iniziative abbiano posto a molti/e credenti un interrogativo che forse vale la pena affrontare. 

La nostra scelta della nonviolenza deve essere sicuramente una cosa molto seria e perseguita fino in fondo, ma il problema che rimane e che si è imposto molte volte nel corso della  storia è: “cosa concretamente fare per impedire realmente al/ai tiranno/i di continuare nella loro opera di morte?”. Come credenti non possiamo eludere questa domanda, mai, perché essa è legata alla nostra responsabilità storica, anche di credenti.

Io sono vicinissimo alla morte e lascio a voi la ricerca, il confronto, su quale sia la strada più coerente da percorrere per la pace ma anche per impedire con ogni mezzo che qualsiasi tiranno assassino continui nella sua opera di morte.

Con affetto e grande fraternità

don Franco Barbero