sabato 14 marzo 2026

da Domani del 08/03/2026

Tra Corano, Bibbia e Torah

Guerra tra fondamentalisti

di Guido Rampoldi


Con l’Iran che sparacchia su dieci paesi vicini, gli americani che affondano navi da guerra iraniane ovunque le trovino, Israele che ordina l’evacuazione di settecentomila libanesi e adesso Mosca che fornisce agli ayatollah intelligence sui movimenti del nemico, in una settimana il teatro delle operazioni si è allargato a dismisura ben oltre l’Iran. Ormai la guerra spazia dal Mediterraneo all’oceano Indiano, l’area di un Grande Medio Oriente in costruzione intorno a nuovi assi, nuove ambizioni. E nuovi fondamentalismi. Probabilmente il khomeinismo è morto: ma cosa accadrà della sua carcassa, dell’Iran, della regione? E soprattutto, chi e come possono ancora fermare il caos prima che diventi incontenibile?

Washington conferma ogni giorno di non avere una strategia coerente, procede a tentoni, improvvisa. Cerca solo adesso di coinvolgere comunità curde, mentre il candidato degli israeliani a guidare l'Iran liberato, Reza Pahlavi, auspica che l'esercito iraniano liquidi i secessionisti. Trump avanza pretese comiche. Chiede di essere consultato nella successione alla Guida Suprema Khamenei. Intima la <<resa incondizionata>> ad un paese che è stato un impero per gran parte dei suoi ottomila anni, a un totalitarismo che è tuttora il credo di milioni di iraniani.

Ancor più dovrebbe inquietare la disponibilità dei vertici israeliani e americani a richiamare in servizio simboli e esempi tratti dalla Bibbia, fino a offrire credibilità e spazio a una versione "occidentale" della guerra fondamentalista. Non solo i Pasdaran sono convinti di combattere per la Vera Fede contro infedeli che commerciano col maligno. Netanyahu lo dice chiaramente all'inizio del conflitto, quando ripete alle sue truppe quel <<Ricordatevi di Amalek>> col quale le aveva mandate a occupare Gaza senza aver pietà di bambini e inermi (3 marzo, visitando un sobborgo colpito da un missile iraniano: <<E’ scritto nella Torah “Ricordatevi di quel che vi fece Amalek”. Noi lo ricordiamo e agiamo di conseguenza>>). Va da sé che la prospettiva di un pilota israeliano cambia quando il Comandante in capo gli racconta che sta sganciando bombe da quindicimila metri su città abitate dalla Tribù che assaltava a tradimento i suoi avi finché quelli non la sterminarono (<<Anche i lattanti>>, è scritto nella Torah).

Lo schema biblico trova ospitalità anche nei ranghi statunitensi, in pochi giorni l’americana Military Religious Freedom Foundation ha ricevuto oltre 200 segnalazioni di militari a disagio perché un loro comandante li aveva arringati incitandoli a combattere la guerra giudaico-cristiana a suo dire suggerita dalla Bibbia. E’ la tesi di molto (ma non tutto) il cristianesimo evangelical, grande elettore di Trump e confessione ora favorita dal ministro della Guerra Pete Hegseth, l’evangelical che promette a Teheran, 10 milioni di abitanti, <<morte e distruzione dal cielo per tutto il giorno>>. Due giorni fa una ventina di pastori evangelical erano alla Casa Bianca per pregare insieme a Trump (nel filmato trasmesso dalle TV americane si vedono i religiosi tendere i palmi sul capo del presidente per impetrare la protezione).