da Domani del 22/02/2026
Gaza, i tour operator della pace.
I profeti del turismo trasformativo.
di Davide Lerner
L’israeliano Maoz Inon e il palestinese Abu-Sarah hanno elaborato il lutto della perdita dei propri cari affermandosi come i pacifisti più in vista dopo il 7 ottobre. Per il Nyt il loro nuovo libro sarà fra i saggi più discussi del 2026.
L’attivista 46enne Aziz Abu-Sarah aveva solo 10 anni quando suo fratello maggiore Tayseer è stato arrestato dai soldati israeliani con un’irruzione notturna nella casa di famiglia a Gerusalemme est. Erano i tempi della prima intifada e, come tanti coetanei palestinesi, era andato in strada a lanciare sassi. Per settimane, i genitori e i loro altri sei figli non ebbero nemmeno un indizio su dove fosse stato portato. Passarono nove mesi e dieci giorni prima che, nell’inverno 1991, in piena prima guerra del Golfo, il figlio di un vicino spalancasse la porta correndo per dare l’annuncio: c’è Tayseer che cammina verso casa.
Doveva essere la fine di un incubo, ma invece era solo l’inizio. Tayseer era tornato e non sembrava cambiato, ma le torture subite in carcere lo avevano irrimediabilmente debilitato. Nei giorni successivi cominciò a tossire, vomitare sangue, e contorcersi per dei terribili dolori di stomaco. Durante uno di questi attacchi, non molto tempo dopo, al pronto soccorso, un dottore prese da parte la madre: <<Mi dispiace ma non c'è niente da fare>>.