anch'io spero che voi stiate bene.Specialmente dopo la morte di don Piero, vi penso spesso e spero che il vostro gruppo proceda bene.
- Ritengo che sia davvero utile far conoscere le testimonianze dirette dei vissuti personali di lesbiche e gay, specialmente il "racconto". Dico "raccontare" perchè mi sembra la strada migliore per metterne in luce la normalità: casa, lavoro, relazioni, volontariato, tempo libero, progetti... Sinceramente mi sembra che sia sempre più utile comunicare anche le esperienze costruttive e gioiose per far uscire dalla diffusa "categoria" mentale che le relazioni omosessuali siano sempre problematiche, instabili, vacillanti, qualcosa di misterioso...
- Quanto alle comunità di base, che in Italia sono non più di una ventina, oggi, a mio avviso, la realtà ha preso altre dimensioni e si è aperta ad altre prospettive. Si tratta, in sostanza, di puntare ad una "rete di chiesa di base" che includa parrocchie, gruppi, Noi siamo chiesa, gruppi cristiani di glbtq oltre alle comunità cristiane di base. Stiamo lavorando a tessere "reti alla base" con alcuni obiettivi comuni: una chiesa "altra", dalla parte dei poveri, non patriarcale, rispettosa della laicità, lontana dalle prigioni dogmatiche e dall'emarginazione di gay, lesbiche, transessuali, separati, divorziati, preti sposati, ministero alle donne, celibato dei preti facoltativo... Le comunità cristiane di base hanno così svolto e svolgono la funzione di stimolo, di proposta e di lotta sia nella società che nelle chiese cristiane, ma ora si apre una stagione in cui occorre allargare la chiesa di base. Istanze di rinnovamento e di vera e propria "conversione strutturale" della chiesa cattolica sono maturate anche in altre aree: occorre metterle in relazione per un impegno comune, pur conservando il pluralismo pastorale e teologico che caratterizza una vera chiesa di base, "altra" rispetto a quella ufficiale romano-gerarchica che, ormai sorda ad ogni voce, vive per conservare se stessa.
- Se si guarda la realtà ecclesiale con gli occhi della fede in Dio, della fiducia nelle persone e con il soffio della speranza, si può constatare con gioia che i discepoli e le discepole che seguono il cammino di Gesù non sono affatto in via di estinzione. Sempre nuovi fermenti di conversione e di rinnovamento compaiono qua e là. E' tempo di fede adulta, responsabile, concreta. La strada di Gesù è più che mai viva e ricca di prospettive, capace di "creare" persone sovversive e costruttive. Hai ragione: il vaticano non sembra interessato nè a praticarla nè a "pubblicizzarla".....Forse è meglio che sia così, proprio per non confondere il popolo di Dio.
don Franco