venerdì 26 gennaio 2007

CLERICUS CUP

Parte in piena quaresima, ma l’operazione è stato preparata nei dettagli, con tanto di sponsor, di date, di finanziamenti.

La chiesa vaticana si chiude alle coppie, ma si apre alle coppe. Non c’è voluto nemmeno un sinodo dei vescovi.

E’ bastata la passione di due o tre cardinali tifosi per trovare soldi, spazi, atleti e organizzatori. In vaticano in questi anni la teologia non gode buona salute, ma, in assenza di teologi, la chiesa gerarchica formerà ottimi calciatori.

Gli interessi cambiano, come si vede. Tutto questo, evidentemente, per far fronte ai grandi problemi dell’umanità.

Su “Repubblica” di sabato 20 gennaio siamo stati informati da un insigne vaticanista come Orazio La Rocca:

Sarà tassativamente vietato giocare di domenica, il giorno del Signore. Ma non solo. Durante le partite, il calciatore - o i calciatori - che si lasceranno sfuggire la pur minima imprecazione, per non parlare di bestemmia, sarà subito invitato a rientrare anticipatamente negli spogliatoi per andare incontro, poi, ad una inevitabile e severa squalifica.

Per il resto, sarà tutto uguale ad un ‘normale’ torneo calcistico con grande pubblico sugli spalti, grande tifo tra i sostenitori, grandi sfide agonistiche, ma anche sponsor e pubblicità a bordo campo e sulle divise dei calciatori.

Stiamo parlando della Clericus Cup, il primo campionato di calcio tra i Collegi e i Seminari pontifici di Roma che - benedetto dal Vaticano - dalla terza settimana di febbraio farà il suo esordio nel variopinto panorama sportivo romano e nazionale.

Con le dovute proporzioni, quasi una risposta vaticana ai grandi appuntamenti calcistici nostrani, ma con un indubbio tocco di internazionalità, perché 'al Clericus giocheranno molti seminaristi provenienti da paesi a grande tradizione calcistica come Brasile, Argentina, Uruguay, Venezuela, ma anche messicani, africani, asiatici insieme, ovviamente, a studenti europei, italiani in testa’, annuncia l’organizzatore, Edio Costantini, presidente del Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) l’ente di promozione sportiva della Chiesa riconosciuto dalla Cei (Conferenza episcopale italiana) e dal Coni, con oltre 900.000 iscritti nelle varie discipline sportive.

Sedici le squadre partecipanti, tra le quali anche la ‘nazionale’ della Santa Sede che giocherà con una divisa decorata di bianco e giallo, i colori del Vaticano. E’ prevista anche una squadra della Guardie Svizzere
” (pag. 29).

Prima di ogni partita si reciterà l’angelo di Dio e il “credo”. In Vaticano verrà collocata una imponente statua della madonna con Gesù bambino in maglietta bianca e gialla.

Non si sa se ridere o piangere: fate voi...

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