martedì 25 dicembre 2007

PRIGIONIERI DELLA TRADIZIONE

Per fortuna non più tutti a Natale si accontentano di leggere il mito come un fatto di cronaca.

Mentre i bollettini parrocchiali, il catechismo ufficiale, le predicazioni papali e parrocchiali, Enzo Bianchi su Repubblica del 21 dicembre, Avvenire e infiniti altri giornali ci raccontano del bambino nato a Betlemme con tutto il seguito di angeli e di pastori, compaiono molti studi storici e biblici che ci insegnano a guardare, oltre il mito, alla storia del nazareno.

In questo senso fa piacere che Il Venerdì di Repubblica (21/12/2007) dica esplicitamente che:

E’ più probabile che Gesù sia nato a Nazaret. Il luogo di residenza di Maria e Giuseppe è Nazaret. I principali fatti della vita di Gesù si svolgono in quell’area. E’ presumibile che il Gesù storico sia nato lì. Ma la città non godeva di buona fama … Luca vede la difficoltà, così costruisce la storia del censimento, stabilendo la discendenza di Gesù dalla stirpe di Davide (che era di Betlemme). Ma non ci fu alcun censimento in quel periodo. La menzione di Betlemme nel Nuovo Testamento è fatta da due evangelisti, Luca e Matteo, che intendevano stabilire la messianicità di Gesù fin dalla nascita…” (Remo Cacitti, docente di storia del cristianesimo antico alla Statale di Milano e autore del libro “Dal Gesù storico al cristianesimo imperiale”).

Si ha la netta percezione che queste ovvietà, ormai presenti da un secolo su tutte le ricerche bibliche in tutte le lingue, non entrino nella predicazione.

E così un bellissimo mito, pieno di significato, viene narrato come una cronaca. Così il mito viene banalizzato.

C’è una ragione dietro a questa operazione: solo una lettura fondamentalista del mito permette alle gerarchie di salvare i dogmi la cui costruzione cadrebbe sotto i colpi della lettura storico-critica dei testi.

Però qualcosa muove. In questi giorni è ricomparso in libreria il volume di Francesco Saba Sardi (Il Natale ha 5000 anni, Bevivino Editore, pagg. 720, € 28,00), che evidenzia come “il mito natalizio” è già presente in altre culture e religioni precedenti quella cristiana.

La “colpa” non è del mito, ma di chi lo legge male... E’ il Gesù storico che parla alla nostra fede.

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