venerdì 9 marzo 2012

UNA RISPOSTA AD UNA LETTERA INTERESSANTE

LA MIA RISPOSTA
Cara Signora Emilia,
dopo anni e anni di studio e di confronto, in un lungo percorso di
incontro con le persone, decisi fin dal 1978 di dare spazio nel mio
ministero alla benedizione delle coppie gay e lesbiche.
Lo faccio perchè l'amore di cui Gesù ci da testimonianza, cioè l'amore
di Dio, è accogliente e non si lascia imprigionare nell'eterosessualità.
La sua domanda, si capisce bene, però è più precisa: perchè il suo
vescovo glielo lascia fare?
Dunque, io non vado certo a chiedere il permesso. Sono maggiorenne nella
fede e nel ministero. Conosco la posizione ufficiale, ma disobbedisco
per motivi di fede, di scienza e di coscienza.
Ecco dove sta il guaio: siamo noi, che continuando a chiedere il
permesso, l'autorizzazione e la "benedizione" della gerarchia, ne
legittimiamo il potere. Bisogna smetterla di chiedere l'autorizzazione,
il permesso. Continuo in questo servizio alle coppie che lo richiedono e
si preparano adeguatamente e non c'è vescovo che tenga.
Il mio vescovo mi incontra per la strada, mi saluta gentile e tira
diritto. Ha capito che per me il suo sì o il suo no hanno lo stesso valore.
Torno a dire che tocca a noi documentarci sul piano scientifico e
teologico e poi prenderci la nostra personale responsabilità.
E noti: il mio non è un cammino solitario.
Molti gruppi e comunità cristiane della chiesa di base compiono nel
mondo questo stesso cammino.
Al matrimonio di Daniele e Roberto saremo in 150. Venga anche Lei. Vedrà
che sarà "la cosa più normale del mondo".
Un caro saluto.
don Franco

LETTERA
Gentile don Franco,
vedo che Lei sul blog dà notizia di prossimi matrimoni gay... Perchè lei
può farlo e gli altri preti li cacciano? E' possibile sapere il perchè?
Emilia B.