Mettere in guardia dai rischi del low cost su internet, in particolare per gli acquisti di medicinali, finora era servito a poco. Ma adesso, dopo la morte di una donna di 28 anni di Barletta che aveva assunto un farmaco contaminato comprato da una farmacia on-line, gli utenti di questo commercio saranno forse più cauti. Perché si può risparmiare sugli oggetti, sull'arredamento, sui servizi offerti dal web, non sulla salute. Chi lo fa, talvolta corre un serio pericolo. D'altronde la possibilità di comprare un medicinale ad un prezzo inferiore del 50 per cento, dovrebbe far nascere qualche sospetto. Tuttavia il grave episodio non farà scomparire il fenomeno low cost. Che è in larga parte conseguenza della crisi. L'ultimo rapporto Censis stimava in 10 miliardi la spesa per prestazioni sanitarie vendute tramite la rete. Perciò non basta lanciare allarmi sulla web-sanità. Perché se devo chiedere un prestito alla banca per curare i denti o rinuncio oppure mi rivolgo ai siti che offrono cure a basso costo. Mettendo tra parentesi la qualità. Come possiamo difenderci? Pretendendo maggiori controlli e regole più severe. In gioco c'è la nostra salute. E in qualche caso anche la vita.
GUGLIELMO PEPE
(Repubblica, 27 marzo)