lunedì 2 giugno 2014

UCCISI DUE ADOLESCENTI PALESTINESI. BUFERA SU ISRAELE DOPO IL VIDEO

 

Gerusalemme - Un video di meno due minuti scuote i rapporti fra Usa, Ue, Onu e Israele. È stato girato da una telecamera di sicurezza di un negozio giovedì della scorsa settimana durante il "Nakba Day" – il Giorno della Catastrofe – con il quale i palestinesi ricordano la nascita di Israele, la prima guerra arabo-israeliana e l'inizio della tragedia dei profughi. Mancano pochi minuti alle 15 e le proteste fuori del carcere israeliano di Ofer – dove sono in cella centinaia di palestinesi – sono già sfociate nella violenza: sassaiole contro soldati e polizia, copertoni in fiamme. In un'area distante centinaia di metri dal carcere, un gruppo di adolescenti cerca riparo all'ombra di uno stabile dai gas lacrimogeni sparati senza risparmio. Parlottano, si muovono, ma nessuno tira un sasso. Di colpo due figure si accasciano, sono due ragazzi di 15 e 17 anni, centrati in petto e alle spalle da pallottole vere. Il video, diffuso dalla Ong israeliana B'Tselem e da Defense for Children International Palestine e ripreso ieri dai media israeliani, indica che le vittime erano lontane dagli scontri e non erano impegnate in un confronto diretto con i soldati. «Non sembra», scrive Haaretz, «che rappresentassero una minaccia per nessuno al momento della sparatoria». La missione Ue a Gerusalemme esprime «profonda preoccupazione per la morte dei due adolescenti, con l'uso da parte israeliana di armi letali in manifestazioni di piazza». Gli Stati Uniti chiedono un'indagine imparziale, mettendo in discussione la «proporzionalità dell'uso della forza in relazione alla minaccia posta dai manifestanti». L'Onu invita Israele a seguire «rigorosamente i principi sull'uso della forza e delle armi da fuoco». Il ministro della Difesa israeliano Yaalon giustifica il comportamento delle forze di sicurezza di fronte a «un episodio di violenza in cui bottiglie incendiarie e pietre sono state lanciate contro agenti e soldati, che sentendosi minacciati hanno reagito come dovevano fare». L'agenzia Onu per l'assistenza ai rifugiati palestinesi (Unrwa) segnala «un incremento netto del numero di rifugiati palestinesi uccisi e feriti» dalle forze israeliane in Cisgiordania, «con munizione vere». Nel 2013 i morti palestinesi in circostanze analoghe sono stati 27, quest'anno siamo già a 11. 

(Repubblica 22 maggio, Fabio Scuto)