lunedì 1 gennaio 2018

I trafficanti di rifiuti "Che i bambini muoiano pure"

FIRENZE. « Ci mancavano anche i bambini che vanno all'ospedale. Che muoiano, i bambini. Non mi importa che i bambini si sentano male. Io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti». Così, in un'intercettazione audio e video, uno degli indagati nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze e della Procura di Livorno sul traffico di rifiuti in Toscana, che ha portato ieri all'arresto di sei persone, parlava tra le risate di altri di una discarica in prossimità di una scuola.
Per gli arrestati, per i quali sono stati disposti i domiciliari, le accuse sono associazione a delinquere, traffico di rifiuti e truffa alla Regione Toscana. Due le aziende sequestrate: la Lonzi srl e la Rari srl, entrambe di Livorno, nei cui impianti i rifiuti, secondo le accuse, non venivano affatto smaltiti, ma tritati o miscelati per massimizzare i profitti, pagando una eco tassa regionale assai più bassa di quella dovuta. Tanto che la Regione ci avrebbe rimesso quasi 4 milioni e mezzo di euro nel 2015-16, a fronte di un guadagno stimato in oltre 26 milioni per le aziende.
Due le discariche in Toscana finite nel mirino degli inquirenti: la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino, entrambe a partecipazione pubblica. Non sono state sequestrate, ma alcuni dipendenti della Rea sono stati raggiunti da misure interdittive.

(la Repubblica 16 dicembre)