“Devo
fare un avvertimento che mi sembra determinante. Il problema di Dio
non ha le sue radici nella sua trascendenza né quindi nel fatto che
Dio è il Trascendente. Se Dio non fosse il Trascendente, non sarebbe
Dio. Sarebbe un “oggetto” in più, un prodotto della nostra
immanenza, un prodotto in più della nostra conoscenza.
Per
questo insisto sul fatto che il problema non ha le sue radici nel
Trascendente, ma nelle rappresentazioni del Trascendente che ci
facciamo, quelle che ci siamo fatti nel corso della storia e quelle
che continuiamo a farci in questo momento”.