venerdì 28 dicembre 2018

PACE?

E ancora possibile la pace? 
Antonio Gargano 
La scuola di Pitagora Editrice, 2018

Nel luglio 1932,2 giganti della scienza e della cultura contemporanea, Albert Einstein e Sigmund Freud, sollecitati dall'Istituto internazionale per la cooperazione culturale, convenivano sull'esigenza di liberare gli uomini "dalla fatalità della guerra" Limitando le sovranità nazionali in favore di una sovranità internazionale ossia di "un governo mondiale in grado di dirigere l'evoluzione psichica degli uomini in modo che diventino capaci di resistere alla pressione dell'ordine e della distruzione". Il governo mondiale immaginato da Einstein e Freud, purtroppo non si è mai realizzato; anzi da anni l'Onu, paralizzato dai veti incrociati degli Stati membri del Consiglio di Sicurezza ha lasciato ai singoli e o gruppi di Stati interventi(spesso privi di autorizzazione) di peace keeping, peace enfarcing, e di... esportazione della democrazia!  
Antonio Gargano dedica a Gerardo Marotta, presidente e fondatore dell'Istituto Italiano per gli Studi filosofici, convinto pacifista E insignito del premio artigiani della pace, dense pagine con i più validi approcci filosofici e psicoanalitici al tema della guerra e della violenza per rispondere all'interrogativo: E' ancora possibile la pace? Il progetto per una pace perpetua di Kant, cui anche Gargano riconosce il merito di aver laicizzato e modernizzato la diagnosi sulla guerra, riconducendone così le cause alla struttura sociale dell' Ancien  Regime, regime nel quale ai sudditi non ancora cittadini viene imposta la calamità della guerra di cui erano destinati a subire N ed i costi. Solo l'unione di politica e morale, che i regimi repubblicani favoriscono, rende possibile "il trionfo della ragione". Per Hegel che condivide con Kant e l'esigenza di un'organizzazione internazionale di Stati per assicurare la pace, senza un'effettiva sovranità sovranazionale in grado di imporsi alle volontà dei singoli Stati, non si raggiungerebbe l'obiettivo della pace. 
Non meno interessante è la rilettura critica che Gargano fan dei classici della psicanalisi come Sigmund  Freud e Franco Fornari. Per Freud, di fronte alla guerra, "soffriamo di uno sconvolgimento e di una diminuzione della nostra potenza funzionale in quanto non possiamo più mantenere il nostro antico atteggiamento nei confronti della morte" che l'uomo civile rimuove, evitando perfino di parlarne… Lezione inascoltata dai fanatici e cinici sostenitori della guerra come storico strumento di pulizia ed ordine del mondo. 
In guerra infatti a "stranieri e nemici, infliggiamo… la morte volentieri, così come faceva l'uomo primitivo" perché rileva Fornari, emerge la parte più sadica di noi stessi e la pulsione di morte prevale, venendo meno il controllo del  Super- io nei confronti dell'Es. 
Così "l'uccisione del nemico… acquista un significato di virtù, in quanto è lotta e punizione verso le parti cattive del Sé proiettate". Meno convincente risulta però la convinzione di Fornari che le guerre non avrebbero motivazione economica. 
Qui l'astrazione astorica prende il sopravvento sulla critica tuttora attuale di Marx ad ogni dogmatismo astorico, antitetico al metodo del"Astrazione storicamente determinata". 
Se, infatti, non si può negare con Fornari che le logiche del gruppo, nello scontro, diventano logiche belliche, è incontestabili-come insegna la storia,"Dai cannoni dei Krupp" alle preoccupazioni  sul ruolo dell'apparato militare-industriale-il peso degli interessi economici nell'indirizzare i paesi verso conflitti che, per Stefano Cingolani, 'altro non sono che "Guerre di Mercato". 

Carlo Almirante 
Le Monde Diplomatique 
12/ 2018